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anatomica nelle opere altrui, e per esercitarla nelle prò*prie; notando bene che conduce ad errore la più leg-giera deviazione nella direzione della linea che segni unmuscolo , il cui principio o termine sia nella parte op-posta e non veduta del corpo, quando quella linea nonsia indicata nel giusto luogo per cui vada esattamentea riferire, laddove quel dato muscolo aver deve il suopunto fisso o la sua estremità.
Per le dette ragioni deve lo studente aver pure co-noscenza delle principali vene , che in alcuni caratteried in alcune fisiche alterazioni si rendono manifeste ,come si può riscontrare nelle suddette statue di carat-tere vigoroso egualmente che nel vero.
Per tutte adunque le spiegate cose appare manifestanel pittore la necessità della scienza anatomica, dellaquale però dee egli guardarsi di fare abuso , per noncadere in un difetto troppo biasimevole, quale sarebbeil rappresentare figure che sembrassero senza pelle,come a molti è accaduto per voler far pompa del lorosapere in questa parte dell’ arte, che di fatto conviensapersi dal pittore maestrevolmente, ma che trattardeve con molto giudizio e sobrietà.
Passando ora a dire dell’ eleganza dei' contorni, os-serveremo come essa risulta daìla apparentemente facilemaniera di condurre i termini delle cose con linee pru-dentemente variate, che circoscrivano e dimostrino leforme nel più gradevole modo, qualunque siasi il carat-tere, la passione, e l’età della persona che vuoisi rap-presentare. A questo fine dovrà procurarsi di non farevedere alcuna delle forme sotto lo stesso punto di vi-sta dell’ altre che le sono simili , come avverrebbe fa-cendosi, per esempio, una figura veduta affatto di pro-spetto , nel qual caso si vedrebbe P eguaglianza delleforme e dei contorui tanto dal destro lato che dal si-nistro , e sarebbe esclusa quella varietà che maggior-mente diletta.
L’ eleganza dei contorni sdegna del pari ciò che con-duce al pesante o allo stentato, e sfugge in conseguenza