laura benigniſsima del Cielo Farneſe, Protetto-re Clementiſsimo,& antico di mia Caſa, nontanto perche al di lui Sereniſsimo Sole s auuiui,quanto perche con Jodore di quei Gigli immor-tali reſti diffeſo da i velenoſi attentati d in-uide Serpi. So bene, che il diſcorſo mio è malterſo, e ſueſtito di fiori, e perciò ſottopoſto ad eſ-ler nauſeato da ſpiriti ben purgati, com' è quel-lo di V. A. ma ſpero dalla ſua generoſa bontàqualche compatimento al mio ardire, perchenon poteua iregiarlo di lumi chi Ilha concepitofra lombre, ne ornalo di fiori chi lha alleuato fraruppi deſerte; ſon ſicuro però, che ſi come leelalationi piũ denſe, che tramandano le Minie-re, non ponno difformar la ſoſtanza reale depiu puri Metalli cosi la mal digeſta facondiadello ſtelso diſcorſo, non potra mai impedire,che à tutto il Mondo non appariſca più chiarala finezza della mia humiliſsima diuotione ver-ſo! A. V. S. al cui piede s inchina
Dell A. V. 8.
Di Bologna Ii 4. Luglio 1678.
Humiliſs. Deuotiſs.& Obligatiſs. Seru.Marco Antonio dalla Fratta,&. Montalbano.