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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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65
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65to ne ſubentri laltro, e cosi vicendeuolmente vno doppo hal-tro faccino H vfficio, che loro deſtinato; queſti ſteſſi dentiſi vngono di ſeuo à fine, che più ageuolmente poſſino ſcor-rere,& alzare con minor quantità d acqua.

Li perni di ferro, che loſtengono queſta colõnetta deuonoeſsere la meta tondi, e altta metà quadri,& à punta, di lun-ghezza in tutto vn braccio, e ſi pongono à viua forza nelladetta colonnetta ſin alla parte rotonda, acciò che poſsa girare,al cui fine ſi poſano ſopra di vn tronco di leguo fitto bene interra, o ſopra di vn muro, che vi ſi ſottoponghi con vn ſaſſo,d marmo. La Ruota deuꝰeſser alta per lo meno dieci piedi,e quanto più ella ſarà alta, tanto minor quantità d acqua ha-uerà di biſognoʒ per girare, ſi può far à pale,& à coppo, ilprimo modo ricerca maggior quantità d acqua, che il ſecon-do, e queſto è di maggiot ipeſa, che il primo.

Si deue auuertire, che nella Peſtatoia deue continuamentecadere dell acqua per vn cannone, la quale volendo vleire perla graticola, porta ſeco la parte peltata da piſtelloni, e laſcia lamateria groſsa.

Ma ſe la Vena ſarà poco renitente à fonderſi, e non tan-

to ripiena di materia eterogenea, come ſaſso, od altto, non

haurà biſogno d'etser paſsata, e lauata; ma ſolo ridotta inpezi, il che ſi può fare, ù con mattelli, d con la Peſtatoia ſenzale ſponde, com è la deſcritta nel giâ palsato Dilegno, e noncome il ſeguente.

1 Com