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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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Come ſi facciano le Botti, e Trombe per ſe are.Cap. XIV.

Enza vn decliuio d' acqua, è impoſsibile poter conſeguireintento di ſo ffiare ſenza mantice, li quali, ſi comeè rie-ſcono di ſpeſa aſſai graue, cosi l'ingegno humano ha ritroua-uato il modo d hauer J intento pre fiſſoſi con minor diſpendiodi quello, che ſi faceua co Mantici: vero è, che queſti dau-no il vento aſciutto, la doue le Itrombe i] partec ĩpano aſſaicrudo in riguardo del freddo dellacqua, ma non è però, cheanco jn queſto non ſia giunto l ingegno humano à corregge-re la maggior parte de] difetto, ile he à ſuo luogo dimoſtre-remo, eſſendo hora neceſſario di parlare in prima delle Botti, e

Trombe.

Preſupoſto dunque d hauer vna caduta d acqua per lo me?no d'altezza di ſedici piedi, conuiene far vna Eotte à modo diTinazzo, che habbia l'vno, e Faltro fondo, e ſia di buon le-gname reſiſtente all acqua, e di honeſta groſsezza per reſi-ſtere alla forza del Vento, che vi ſi genera, e raggira. Que-ſta Botte dunque, ù Tinaz2zo ſi ferma bene in terra, e vi ſi cal-ca il terreno attorno, eccetto, che da vna parte, doue ſi deuefare vna caſsetta per la quale eſce Facqua: queſta caſsetta deueeller quadra, alta, e larga circa vn piede ſenza coperchio, ma ilforo del Tinazzo deu eſſer qualche coſd meno, dico quello àcui è attaccata la detta caisetta.

Cos accomodato il Tinazzo, ò Botte, ſi deue fare la Trom ·

ba, col pigliar vn ſeguo ſenza groppi, e di vena diritta ſenza

liſsute, d marcigno, ſegandolo vgualmente per lo mez 20 all-hora