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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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gno, che di vn poco di fluſso per renderſi domabile,& attaal Ceneraccio, e cosi pure è quella Vena d' Argento, ch' dicolor roſso, come il Kubino, quella di color candido, e quelladi color di Corno, che tutte ſono in vn grado grande di per-ettione, e pereiò non S artoſtiſcono; lo ſteſoo ſuccede dellaVena di color di piombo, che ſuole calar la ſeſta parte,& e àmodo di vetro, echiamaſi da Tedeſchi Glazerz.

Le Vene ricche d' Argento ſogliono eſſere dolci, ma le po-uere per lo contrario dure 4 petfettionatſi, come ſono quelledi Zellerfeld, che ſono ricche di quantit, ma pouere di quali-ta, e per lo contrario ſono picciole, ma molto ricche quelle diAnderenbergh, e T reiſebergg.

Le Vene magre ricercano la Fornace alta& il ſoffitto piùgagliardo.

Quelle Vene, che contengono Argento, e Rame, e Piom-bo, e rendono ſolo di cento libre vn oncia d Argento e ſi fon-dono nello ſteſso modo. ü

Le Vene dunque, che ſono trattabili; ù domeſtiche ſi fondono nella Manica à ſpina aperta, cioè laſciando a perto il bu-co, ch'è nel fondo della Manica, accioche liquefatta, ch'è lamateria, poſsa paſsarſene per quello nel fando del Catino elte.tiore, oue ſi ſcieglie il buono dal cattiuo.

Ma la Vena, ch è meſcolata con pietra, ò ſaſſo, ſi fonde 4ſpina ſerrata, acc ioche poſsa riem pirſi il fondo della Manica;il ele veduto riuſcire, ſi apre(eome diſsi di ſopra) con vn on-tone di ferro il foro, che reſtò etrato, e per eſso ſcorre poi lamateria ben liquefatta nel Catino, doue ſi ſepara la parte huo.·na dalle fecc ie, che ſi chiamano Slogb,& in Italiano Loppe.

Tallhora vna ſimil qualitd di Vena ha neceſſità del Piom

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