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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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N110

ogni bruttezza, ma ſe bimpurità foſse rileuaute, ſi deue con vnmartello batterui ſopra ben bene, e con tal modo diſtac cargliogni immondezza, e poi con la ſcopetta di fi a d ottone brul-chiarla, come ſi vede nel di contro diſeguo al num. 4.

Come ſi ſepari Loro dall Argento.Cap. A NA.

oſendo l Oro, e l Argento vnito inſieme, conuĩene pet

lepatarlo, ſeruitſi della fotza, e mazzo d alcuni materia-

li, tea qu ii ſonoil Zolfo, el Antimonio: ma perche queſti ſo-·

no magiſterij non facili da maneggiarſi da perſone imperite,

proponerd il d:ſeriuete il modo à quello dell Acque fort i, me-

diante le quali ſi fi la bramata diuiſione; diſcorrerò dunqueprima del modo di farle, e poi di adoprarle.

Couuiene dunque hauere vu fornello capace d'vno, òð piùͥvaſi ſeco do quella quantità di mate na, che ſi vuol fare di eſsila forma poſta uel Diſeg no, che ſeguirà, e che deſcriuerò è diminor dilpendio poſſibile, e tieſce beniſſi mo. Si fa dunquevn Porno quadrato, per eſempio, di due braccia, e mezzo, e viſi laſcia tanto vacuo, che reſti nel ſuolo vn palmo, e mezzocon la porticella tanto larga quanto, che à ſuo tempo ſi poſſi-no cauar le Ceneri, e pet la quale polsa, entrando, il vento, e pe-

netra alla graticola, che anch'eſſa reſta all'altezza di vn palmo

auantaggioſo da terta, come nel diſegno ſeguente nu. 9. lui

oi deue il Forno andarſi dilatando in forma di ſcarpa inſinoalla parte ſupetiore. doue ſi pongono diuerſi fetri, li quali ſo-ſtengono la volta, ò copetto;ʒ queſto ſi laſcia vacuo in quei

luoghi

detta volgatmente 8tunchia, ſi taſchia ben bene per leuatgli