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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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perche egli non haueua mai poſte le mani in opera, ne ve-duto operare; quindi è, che il modo, ch'egli addita, rieſce-molto diffetente dal vero, come ſuccede di molte altre opera-tioni Metalliche minerali, deſcritte dal medeſimo, delle quali(ſia detto con ſua pace) haueua poca cognitione. ò giu-dicato perciò bene,(doppo d liauer moſtrato come ſi fonda, eperfettioni la vena del Rame) il ricordare come ſi ſepari l Ar-

gento, che la ſteſsa Vena di Rame perauuentura contenelse in

ſe à line dicauatne l' vtile deſiderato.

Nelle Vene del Rame, maſsime domeſtiche, come ſono letinte d'azurro(ſegno manifeſto dell' Argento,) e di colorpauonazzo, ſuole per lo piũ eſser inſerita anco qualche portio-ne d' Argento. Ma perche la di lui poca quantità non per-mette, per cauarue ytile, poner tutta la maſsa al Ceneraccio, nelquale ſi perderebbe tutto il R ame, perciò U induſtria hu-mana con molte eſperienze ritrouato il modo di ſerbar l'vno,& laltro, e farne la deſiderata ſeparatione.

Se il Rame(fattone prima ſaggio di poca quantità nella co.pella) tiene in ſe buona quantità d Argento, ſi fonde in Ma-nica, ò catino, aggiungendoui la terza parte di Piombo: ſenon è cosi ticco d Argento, ſe ne aggiunge la quarta parte ſo-la, c eos meſcolati aſsie me, ſe ne fanno formelle alla g uſtez-2a di due in tre dita in circa, e larghe à beneplacitoʒil che ſi eſe.quiſce laſciando ſcorrer il Metallo in forme appreſtate, e con-tigue alla Manica, il quale raffreddato, da quella ſi leua con laForchetta di ferro, e ſi pone in altro luogo, acciò che nella for-ma cos calda poſſa ſcorrere altro ſimile metallo. Ciò conclu-ſo, e ridotta la maſsa tutta in formelle, ſi deue hauet conſtrut-to vn focolare lungo circa quattro braccia pid, ù meno però,

ſecon-