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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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te,& il Sambuco, tutti ſono buoni; ma migliore d' ogni altro

& il canepaccio, cioè il fuſto dell erba Canape, che ſecco,&

aſc iutto, è leggieriſsimo. Il modo di fare il carbone già di ſo-pra è ſtato da me dimoſtrato; ma il farne poca quantità perſeruigio delle polueri è il far di quel legno molti faſci piccioli,à quali dato fuoco, ſi vanno coprendo di cenere per ſin à tanto,che coperti tutti, non poſſino eſser conſunti dalla fiamma: oue·ro ſi põgono in vn forno, che ſia ſtato prima bene ſcaldato,&iui ſi ſerrano, laſciandoui pochiſſimo reſpiro in modo tale, chela ſiamma non poſsa conſumatli, e poi chiudendo anco lo ſteſ-ſo reſpiro, laſciarueli per vn giorno,& vna notte, e cosi hau-raſſi il carbone, il quale ſi riduce in poluere ſottiliſſima, ù conla peſtatoia à mano, ò con ſ acqua: li pilloni ſi fanno di legno,etal anco deuono eſser le pille, e di legno duro, qual è la Quer-e ia, d la Rouere: peſtato che ſia il Carbone, ſi paſsa per ſetac-cio ſottile, poi ſi ſerba, per vnitlo à ſuo tempo à gb altri mate.ri ali

Il. Zolfo dea eſßere fatto in canna, come più puro, ò pure inpani, ſenza terreſtreità, ſi peſta ſottilmente, e ſi paſsa ancheegli per ſetaccio ſottile, e ſi ſetba.

Il Salnitro poi migliore di muro, che leſtratto dalla Ter-ra, e maſsime quello di color roſſigno: per far le polueri com-muni non ſi ſuol raffinare, e cauargli il graſso, ma ſi pone in-opera quale eg è, pure per chi voſeſse idurlo perfetto, n ad-diterò il modo.

Pigliaſi quella quantità che ſi vuole di Salnitro, e ſi pone invna caldara, ſouraponendoui tant acqua, che ſouraſti al ſalni-tro mezzo pal mo: ſi fa bollire, e ſi leua con cuchiara forara laſchiuma, il che fatto, ſi leua dal fuoco, e ſi laſcia ſchiarire, e Pet

* ſol-