Buch 
Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
Entstehung
Seite
20
JPEG-Download
 

20

alſüora fi moto al Mantice leggiermente però, ſin che fivegga la materia liquefatta,& in quel punto vi ſi getta den-tro vn poco per volta quindici parti di Piombo granellato, din pezzetti, cioꝭ quindici volte tanto di pelo, quanto pesdla Vena, facendo fuoco temperato, cosi, che à poco à pococominci à moſtrare le feccie; allhora con vn filo di ferro ſideue rimeſcolare ja materia ben bene, e continuare il fuococosi per meꝛz hora, e poi leuare con le Molle, d Tenaglie dalfuoco il Corigiuolo, e ponerlo in luogo vguale à taffreddar-ſi e raffredato ſi rompe il vaſo, e ſi ſeparano le feccie dal buo-no; indi ſi pone la parte peſante(che è la buona) nella Co-pella, doue ſi purga, e ne reſta la parte pura in Oro; il qualeſe haueſsc leco Argento( il che facilmente ſi conoſce daltoccarla ſopra la pietra negra, detta del Paragone) ſi prepa-ra con acqua forte, come dimoſtrai di ſopta nel trattatoMinerale al Capitolo venteſimo primo..

Taluno aggiunge nella fuſione vn poco di limatura difer to, acciò il flaſso non conſumi per la ſua violenza qualcheportione d'Oro.

Queſto è il modo ordinario di ridurre la Vena d Oro do-meſtica in ſoſtanza metallica, e nello ſtato douutogli. Cir.ca di che ſi deue ſapere, che è bene il fat ſaggio prima di eſeaVena ſenꝛa aroſtirla, ne agg iungetui alcun materiale, perpoter colfoſseruatione nella fuſione conoſcere li difetti di eſ-la, à fine di farne la douuta correttione. 8La Vena dell' Oro immatura deue eſser prima pteparata,eſsc udo che la patte volatile ſe non ſi fiſda col ſuo ripetcoſsi-uo, non darà Oro, òõ ſe ne darà, ſarà pochiſſimo e perciò nonbiſogna ſaziarſi di fare vn ſolo ſaggio, e non ſempre in vno

ſtel·