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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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ra cosi ſpitituali, in vece di giouare offenderebbono la Ve.na. Eciò baſti per dimoſtrare quale ſia la ſtrada per giun-gere al fine deſiderato ſopra queſta qualità di ſaggio.

Della Vena dell Oro anneſſa ad altre.Cap. V. ll.

elgliaſi quella quantità, che ſi vuole di Venad'Oro miſchiata naturalmente con altra ma-teria, ſi peſti diligentemente, es abbrugi conpoco fuoco, ma per molto intetuallo di tem-

* pos e cosi infuocata poi ſi eſtingue in vrina,o liſciua; all hora ſi aſciuga bene, e ſi riduce in poluere mi-nutiſsima la quale ſi deue lauare in vaſo,& conca di legnoacqua, in modo, che acqua neſca chiara, e la ſabbia, che ri-mane ſia metallica, cioè ſpogliata dogni altra qualità terrea:ſilecchi, e di nuouo 5abbrugi come ſopra, e di nuouo, poi ſitor ni à ſminuzzare; ſi peſi, e no: i il calo ſucceduto in tale-manipulatione, il che fatto ſi aggiunge tre volte tanto di pe-ſo di fluſso fatto con parte vguale di dal comune fuſo,& Tar-taro calcinato,& vna ſediceſima parte di limatura, d ſcagliadi foto ſei volte tanto di peſo di Piombo granellato, e ſi li-quefacei il tutto in Corĩgiuolo à fuoco leggiero, per ſin àtanto, che la matetia ſia fuſa; allhotra aument iſi il fuoco col

*

loffiar deꝰ mantici, il che ſi continui per mez2⁊ hora. Si leui

poi il Corigiuolo dal fuoco, e ſi laſci raffreddar da ſe; indi

ſi caui la materia, e ſi ſepari dalle feccie il buono, e que ſto ſi

copelli, e da ciò che ne reſta ſi pu far calcolo quanto metal

lo ſia nella Vena.

vie