dìssìma spesa , e di pura ricreazione , ma giammai utileallo Studioso ^purché non voglia limitarsi ad essere Forma -cista ; ma alla società , che ha speso somme immense pererudirlo , al certo nissuna utilità potrà recarle , insinoa tanto che il Chimico , quanto si voglia scienziato , nondiriga i suoi lumi teoretici alla pratica applicazione diessi , alla Mineralogia. Quando così faccia , colle sue chi-miche cognizioni otterrà progressi immensi nell'Arte Mine-raria , perché questa dipende molto più dalla pratica , chedalla teorica. In fatti i Minerali sogliono esser cotantadifferenti tra loro , in quanto all'estrarre da essi il Me tallo , che operando in un modo , ne producono molto , edin un altro % pochissimo , o niente ; non ostante che all *occhio , e all' esame del più profondo chimico elementare ,siano perfettamente uguali , mentre che la differenza ditrattarli , non nasce dalla differente specie del Minerale ,nè dai suoi concomitanti , ma solamente dal temperamento ,in cid si generò , il quale maturò più , o meno il Succometallico ; lo che non può conoscersi mediante alcuna regolachimica , e solo lo scuopre una lunga esperienza , diversain ogni specie di Metalli.
4* Ora si limiterà , per amor di brevità , il discorsoa trattare dei più preziosi di questi ; dell' Oro , cioè ; dellaPlatina ; dell' Argento ; e del Mercurio . Si parlerà di que-sti sotto tre rapporti. Il primo , in quanto al suo luogonativo ; il secondo * in quanto all' aspetto , sotto del qualela natura li produce ; e il terzo finalmente , in quanto almodo di trattarli -, per ridurli a quello stato metallico ri-spettivo , che communemente fa essi distinguere col nomedi Oro , Platina , Argento , e Mercurio .