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Noi siamo dell’avviso di questi ultimi,e pensiamo inoltre che converrebbe usarmodo, anche quando si venisse a soppri-mere le dannose, per umanità verso quegliinfelici a cui ora parzialmente giovano. Severrà giorno in cui i poveri ( e per poveriintendiamo tutti quelli che vivono dtd lavo-ro delle proprie mani ) sieno così istrutti ,così providi, così favoi'iti dalle circostanze,da fare a meno de’sussidi e della illuminatacooperazione degli uomini ricchi e dabbene,allora essi potranno venir lasciati in balìadi se medesimi; ma ora gli uni sono nellamaggior parte sì poco istrutti e preveggenti,ed è ad essi talvolta sì difficile il ritrovarelavoro, che ci sembra esservi necessità chegli altri vengano in loro ajuto. E poi, perquanto migliore possa farsi la sorte de’po-veri, per quanto questi colla prudenza e l’eco-nomia possano giungere a difendersi da solicontro le sciagure ordinarie della vita , visaranno sempre le straordinarie, le impos-sibili a prevedersi, e contro le quali nonpotranno mai lottare con buon successo, visaranno le afflizioni comuni al povero sic-come al ricco; cosicché nè l’uomo egoista