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La grande eruzione vesuviana dell'aprile 1906 / Giuseppe Mercalli
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LA GRANDE ERUZIONE VESUVIANA

remoti non produssero nessuna, benché minima, lesione ne-gli edifici.

A Pompei il lapillo continuò a piovere per parecchi giornie si accumulò per 4 a 5 metri di spessore ; ad Ottajano il fe-nomeno durò appena qualche ora e fu d'importanza 4 o 5volte minore.

Nell eruzione pliniana mancò 1 efflusso lavico, mentre inquella attuale il massimo esplosivo non fu che una conseguenzanecessaria del massimo effusivo.

Infine, nel 79, molti morirono uccisi dai gas mefitici nelcorso dell eruzione ; mentre nell eruzione attuale questi gassi svilupparono solo come fenomeno postumo e in proporzioniassai minori.

Dopo tutte le grandi eruzioni vesuviane, seguono tempo-rali vulcanici e piogge torrenziali, le cui acque si mescolanocon le ceneri non rassodate e formano impetuosi torrenti difango e di massi, che recano talvolta danni più gravi che lelave di fuoco.

Dopo 1 eruzione attuale, si ebbe un primo temporale vul-canico con torrenti fangosi nei giorni 27-28 aprile ; e per essotra Ottajano e Cercola, diversi ponti della ferrovia circumve-suviana furono distrutti dalla violenza delle correnti.

Altri temporali e nuovi torrenti fangosi non meno disa-strosi avvennero il 17-18 e il 20-21 maggio.

Le lave di fango furono nell' eruzione attuale più disa-strose sul versante occidentale del monte, presso Resina, SanSebastiano, Pollena, Cercola ecc., perchè, come dissi sopra, fuappunto da questa parte, specialmente presso la Stazione in-feriore della Funicolare , che grandi valanghe accumularonosabbie e blocchi in enorme quantità.

Quale fu la causa del parossismo eruttivo dello scorsoaprile ?

Quando il fianco del Vesuvio si squarcia, e luogo aun efflusso lavico laterale, ciò può avvenire: 1° per il peso dellacolonna magmatica, che occupa il condotto centrale ed esercitauna pressione enorme sulle rocce che costituiscono i fianchidella montagna ; 2° per la tensione delle sostanze gassose in-cluse sul magma stesso o ad esso sottoposte e riscaldate al-meno a 1500° C., poiché una temperatura non inferiore e forsepiù elevata domina nel focolare del vulcano ; 3° per 1 azionefondente che tale temperatura esercita sulle rocce circostanti.