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LA GRANDE ERUZIONE VESUVIANA
remoti non produssero nessuna, benché minima, lesione ne-gli edifici.
A Pompei il lapillo continuò a piovere per parecchi giornie si accumulò per 4 a 5 metri di spessore ; ad Ottajano il fe-nomeno durò appena qualche ora e fu d'importanza 4 o 5volte minore.
Nell’ eruzione pliniana mancò 1’ efflusso lavico, mentre inquella attuale il massimo esplosivo non fu che una conseguenzanecessaria del massimo effusivo.
Infine, nel 79, molti morirono uccisi dai gas mefitici nelcorso dell’ eruzione ; mentre nell’ eruzione attuale questi gassi svilupparono solo come fenomeno postumo e in proporzioniassai minori.
Dopo tutte le grandi eruzioni vesuviane, seguono tempo-rali vulcanici e piogge torrenziali, le cui acque si mescolanocon le ceneri non rassodate e formano impetuosi torrenti difango e di massi, che recano talvolta danni più gravi che lelave di fuoco.
Dopo 1’ eruzione attuale, si ebbe un primo temporale vul-canico con torrenti fangosi nei giorni 27-28 aprile ; e per essotra Ottajano e Cercola, diversi ponti della ferrovia circumve-suviana furono distrutti dalla violenza delle correnti.
Altri temporali e nuovi torrenti fangosi non meno disa-strosi avvennero il 17-18 e il 20-21 maggio.
Le lave di fango furono nell' eruzione attuale più disa-strose sul versante occidentale del monte, presso Resina, SanSebastiano, Pollena, Cercola ecc., perchè, come dissi sopra, fuappunto da questa parte, specialmente presso la Stazione in-feriore della Funicolare , che grandi valanghe accumularonosabbie e blocchi in enorme quantità.
Quale fu la causa del parossismo eruttivo dello scorsoaprile ?
Quando il fianco del Vesuvio si squarcia, e dà luogo aun efflusso lavico laterale, ciò può avvenire: 1° per il peso dellacolonna magmatica, che occupa il condotto centrale ed esercitauna pressione enorme sulle rocce che costituiscono i fianchidella montagna ; 2° per la tensione delle sostanze gassose in-cluse sul magma stesso o ad esso sottoposte e riscaldate al-meno a 1500° C., poiché una temperatura non inferiore e forsepiù elevata domina nel focolare del vulcano ; 3° per 1’ azionefondente che tale temperatura esercita sulle rocce circostanti.