Belloarditondi.
Eyrori delCafltriottoe del Mag
gi.
Tiri cin-que uoltepiuqu ghidi ue lloche uogliono eſſeri g iufti tiri.
Quattromilla e ſeicento quarata hraccia.
Da un angolo all altro de belIoardi, eun miglioin circa.
ſard mai poßihile perla gran lung hex xa do tiri, che lartigliaria po
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DE DISCOR. DELLE FORT.
ceppe, ohe uogliamo dire, com detto dell arco: Ma la Gheſa ſarebbe troppo grande, e ſa
rebbe ſouerchia
le dette, mediante la buona
porte in uſo i belloardi tondi,
ſa inutile, e dannoſa.
potendoſiſar muraglie con aſſui minore ſpeſa, che meglio diſfendano cheorma el terrapieno; Ji che per mio giudicio non ſi deonoma al tutto iſcludergli dalle buone Fortificationi, come co
DE GLI ERRORI DEL CAST RIOT TO, E DEL MAGGI INTORNO ALLA DISTANZ A FRA LVNBELLOARDO E LALTRO, E DELLA
LVNGHEZZ A DELLE COR.TINE DELLE BVONEFORTEZZR.
CAP. XII.
1 Belloardi uogliono eſſer tanto diſtanti lvno da laliro, che co i tiri de lartigliariapicciola, e mex ana ſi poſſano Aſfendere l vn laltro. Et poſſano anco diſfendere le cortine, il Caſtriotto, Sil MAaggi nel ſub primo libro al capitolo terxeo danno la regola, quan70 delbano eſſar gradile forte ce maggiori mex ane, eminori, e quanto uogliano eſſerlontani i bellbardi l uno da l altro,& Aſſai iuſtamente ſecondbo i tiri ragioncuoli dellePalle de lartigliaria. Ma nella compoſitione do hellbardise delle cortine delle buone fortec xc fanno tanto diſtanti i bellbardil vno da laltro, e le cortine tanto lunghe, cun tirod artigliaria per groſſa, ch fiſſe, non ſarebbe ſüficiente a fare buona diſfeſa. Percſieitiri uengono a er cinque nolte,e piu lunghi di quello, che ei vogliono, che ſtano i giu-li tiri. Obe queſlo ſia uero ſi pub facilmente comprendere da quello, che dlicono, cioò chela forteæ cd dotio hellbardli colo nauert di diamotro bracciæ ſette milla, e ottocentoguaranta. Perche io trouo, che moltiplicato il diametro per tree un ſettimo miſuran-do la circonferenx a fuor de Langolo de bellbardi la ſua circonferenxæ im giro uiene perAione di Arithmetica a eſſer uintiquattro millas e ſci cento quaranta braccia. La onde partendo poi la detiu circonferenx a in otto partii cioè per il numero de gli otto ſopra-nofminati helbardi ne uiene tre milla e ottanta braccia per ciaſcuna parte, che uiene àſer un miglio e ottanta braccia in circa e quel poco meno, che uiene d fare lalinea retta, ch da uno angolo a l altro de belloardi. Ji che Per la detia regola io trouo che da unangolo Al altro de bellbandi e di diſtanca un miglio in circa, ſecod9 la qual diſtanxa nõ
1 tale
Forteg ⁊ a con buona Aiſfeſa. J. Maggi vuole, che le cortine„i facciano di lunghex xade braccia ſeicento cinquanta, ma in cſfetto, conrꝰ detto, ſecondo la grandi c a del dia-zuetro di bracc ia ſettemilla, eottocento quaranta t for xa che ueng ano gli angoli de bel
loardi lontani l uno da l aliro braccia tre milla e ottanta in circa, e Per conſequente che