APOLOGHTfCOè 7
ptluere,perche vaga perenno il corpo dell’ aria disjfè, Natat. f^on e eglivero,che , quando fi dice vna cosa fare vn tale estetto, fi dee intendere in*m quel nu do adoperata , che ella losâ ? E ^Archimede flesso non direbbe,ne dice mai , chele cose ,che soprannuotano ,st debbano prima bagnare , esommergere, per vederne 1 ‘effetto. "Però, questa e inuention vostra, per di»sciorm dal laccio, nel qual sete inciampato • E se la questione secondo voisii promossa tanto circa le cose , chi debbono ascender dal fondo, quantocirca quelle, che deuon calare; non per qutflo ne seguita , che tanto l’Vne,quanto l altre figure fìdeuan bagnare aitanti ,che fi posin nell' acqua , òsidettan fommerg\ re. La ragione e, perchel'vnedt necesti â fi bagnano,poiche fi mtttono in sondo per farle ascendere è l’altre perche hanno agalpeg»giare potendo , noni necessario, chest bagnino « Ma il Vero è , che la di»sputa st ristrinse, solo alle cose,che galleggiano, oculano al fondo, pcrcau-sa della figura . E quantunque nonfitfse ri stretta; à noi basta per vincerlilite , mostrare ni vn solo particolare,la diuerfttâ dell'effctto,cagionarsi dal*la figura Di gratta Sig, Galileo non gauillìamo ? Terche elcffi materia*graue solamente , e non leggiera ; se per tornare agalla dal sondo, non ià proposto, ma eggitra ? ,
7 S(on dite Voi nella scritta così . Come per esempio , vn solido, di figurisferica, andrebbe al fondo , ridotto in qualche altra figura non andrebbe ?Così ancora lo confermate per quella seconda scrittura è à carte 5 .6 e 54.fiche s'egh mai praticato altramente ? 7 \cl Vero , Sig. Galileo , Voi ha •ucte viso di sentenza contro; se non per altro,almeno,perche hauete indù»giato a trottar questo refugio , nella cbiosa alla seconda stampa,che manife «fta esser nuouo capriccio, je ben non vi gioaerebbe. Vedete quel , che operila falsa opinione ; che quanto più si cerca farla apparir Vera , tanto mag-giormente la Venta le caualamis’chera, Imperoche se Volete far capita■le del concetto dell’ascendere dal sondo dell’acqua ancora, come se suste iopatto, chi dirà mai, che sabbiate ragione, à dir , che le figure diuerse non*operino dtuerstiàsestetto? Voi pur concedete , che elle son causadellit*tardità , e vtlocttà del moto. T^e anche m questo membro della scritta , t'ìdetto, che elle stan causa di quiete. Angi Vi sareste da voi medesimo roui•nato fino alle burbe perche in queste prime parole fi comprendon vniuer•salmente tutte le figure, fino tvtfi concaui, che galleggiano. importa,che vi sta l’arta , poiché nella scritta non è eccettuata, e con ragione , per*che l’ana vista mediante la figura, come principal cagione » Mà io Vera •mente non baurei fatto di questo concetto punto di capitale; perche la veri *tàè, che il negotio , fi ristrinse alle figure ,che soprannuotano ,ò calano alfondo. Che dite adesso ? ^Adunque lì luogo commini e , e quello, nel qual sideuono posare 1 corpi , e non nel proprio , come volete voi, doue nonpossonbagnati , mostrar quello, che opera la figura ; mà asciutti fi deuon posare «