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Inttepmcipàl dell’ oggetto ,rifratto in quella vmidità, che continui•mente è sopra la pupilladell’occbio, mantenuta dalle palpebre . Dichebabbiamo dinerse conghietture, qual è, ch'àgli occhi più vmidi , e lagri-mesi maggiore apparisce cotale trradiatione : in oltre serrando in parte,e comprimendo le palpebre, appariscono parimente raggi lunghissimi, se-gno euidentc, che tale splendore hi fondamento r.cU’occbio, ed in esso ri-siede. Il che finalmente sì conclude per ne cessiti esser e in questa guisa,per-che ,Je noi, intraponendosri l'occhio ,eil lume la ranno , 6 altro carpaOpaco , l'andaremo mouendo pian piano, quasi che noi Volessimo esso lumeoccultarci , l’irradiatione sua mai punto non Nasconde , fin che la stessa*fiamma reale non si cela,ma appariscono i medesimi raggi tri la maro, el’occhio in nessuna parte alterati >che non asterrebbe se i raggi fossero in-torno al lume, cioè dì li dalla mano . irla come prima comincia tamaroà intaccar parte del vero lume , cominciano anco parte de'detti raggi 4sparire , quelli cioè cb'appariuano deriuare dalla parte epposìa di essa lu-ce, cioè se aliando Umano st Verri ad occultar la pi>te inferiore dellafiamma, sì cominciano i perder que’ raggi, che pannano spuntar dalla• parte superiore,e per l’opposto,se mesa la mano più alta del lume fi Ter-rà con abbassarla ad occultamela parte superiore, e i raggi inferiori fiperderanno. Con altra cuidentisfima esperienza sì praua lo flesso, irnp cro-che, seriguardando tai raggi, andremo inclinando la testa or Verso la de.stra , or Verso lastmHra spalla, ed in conseguenza piegando nello flessomodo gli occhi, Vedremo far lo stesso a' raggi , ma non già alla fi ammollidella candela , la quale resta immobile. Argomento, che tanto necessari j»mente conclude quegli esser negli occhi , quanto è vera questa esterne fuo-ri, e lontana. Ora,se tale irradiationeènell’ochio nostro , com’è manife-sto , che ntcrauigliaèse'l Telescopio non l'aggrandisce j 1 /'/ quale non mul-tiplicase non quellespelte, che passano pe’cnflalli, e che sono di là da essi,e non quelle che sono Verso l’occhio, e non passano per i Vetri. Quelle sonole nostre esperienze, queste le conclusionidependentt da’nofìriprincipi, edalle nostre ragioni di profpettiua. Se le nostre conclusioni, e le nostre spe*rienzesaranno salse, e difettose , / nostri fondamenti saranno deboli, mis’ellesaranno vere, e salse quelle degli altri, comentinstgli altri,che noisoffiamo sospettare della fermezza de’ fondamenti de' lor priucipij, e diessi con ragione far quelgiuditio, eh’essi di noiaueuan fatto senza ragion e.Stabilite queste cose, io non veggo,che altro fi possa nella Cometa inseriredal suo poco aggrandimento col Telescopio, se non eh ’ell’ è cosa lumino-sa, delle quali tutte è proprietà di apparire in certa distanza ali'occhio li*bero irradiate, e maggiori . Ma vegn iamo ormai alla constderattone dell *argomento preso dalla qualità del moto, per dimostrarla celeste , il qualenon sarà sorse più saldo degli altri , cadendoci intorno molto da dubitare.
E r Ep rima