Band 
Volume secondo.
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GaÌIHO GAirni, 1 5/

le, li Iurta alquanta lucida , e perciò (limata trasparente questo non *tette deriuare se non dal refesso , dell' emisserio terrestre dal Sole illumi*nato, del quale restando solo picciola parte,ottenebrata dal cono dellom *bra lunare; il rimanente,ciocia parte grandi stima ben continuaua di consertiare il candore nella Luna. Quanto poi à quella cb'il Sig,Liceti,scri-ue chvn corpo lucido minore congiunto con Vn maggiore lucido non imfediscala sua illuminatione per dichiaratane di che egli induce vnâfiaccola,ò maggior starna ardente copulata co i raggi del Sole,ò vero duespecchi, nel minore de i quali collocato dai raggi solari da vn altro mag*giare stano reflesti i medesimi raggi niente lena dilluminatione alla vista >qui liberamente confesso la mia incapacità, e duolmi assai di non poter ca*uar costrutto, dal discorso , che qui vien portato, il quale stimo, che stafieno di ben salda dottrina, e duolmi non poterne esser partecipe . Conce*iterò bene il tutto ,fe però lintensione dell' autore , è stata quella, che ioconietturalmentc posso immaginarmi, cioè che quando per esempio Vitasarte fosse illuminata da vna torcia , ò Vero da vno specchio, che soprani ripercuotesse vn solar raggio , ninna di queste due illuminationt impedirebbe niente la massima, e diretta illuminatione,che dalsoprauenienteprimario lume del Sole fosse ilustrata ; ma dico bene, che le due prime il*lummationi della torcia, e dello specchio niente operarebbero sopra laparte, ne augumentar ebbero, ò diminuirebbero la Vtuacisstma illustratine del Sole-, quando ì raggi solari potessero diffondersi per tutta la superficieterrestre , ma in quella parte, la quale per lintcrposttione del corpo luna *re da i raggi solari non è ferita sicuramente il solar lume non peruenne,per lo che altro di lume non gli resta, che quello picciolissimo, che il caudar della Luna gli somministra. Segue l'argomento tolto dallapparitionedi Venere di giorno nelle seguenti parole. De nceps tu sol;s Vicinin &cve continuando pure nelliiìstituto di voler dimostrare, che il candor dellaLuna non depende dal rcflcsto deraggisolari nella terra premette le\se*guenti propofitioni; Tnma, cb'il lume di Venere , è tanto vino , che lavicinanza del Sole, anco di nego giorno non l'ojfusca ,s) che vedere nonlo postiamo, augi si scorge pur ella splendida, bencheminore dt quello eliella fi mostra nelle tenebre della notte. Vene laltra preposttione, la qua.le è, ch'io affermo la terra non Venir illustrata dal Sole , manco che qualfi voglia pianeta, & in consequenga non meno, thè Venere Aggiungela terga proposte ione pur da me creduta, e concesta ,la quale è, che il re*steso del lume terrestre sopra la Luna sta, più illustre di quello , che la ter*rariceue dalla Luna, le quali premesse, io liberamente concedo tutte,manon poi dedurne la conclusione , che il mio dottissimo oppositore ne ca .«a; ciò e, che datali premessene segua in consequcnga,che la Lima prof

finta alla congmnttone del Sole dcuesse non meno mostrarsi splendida ,che

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