Dîi Sic. Galiibi, 99
ri'htecchie. e di sregolate, e diuerfiffime figure : to già che ho passato il /è»gno delta brt uità con V.S lì che ella è per leggere m ptù Volte la prefen *te lettera, mi prenderò libertà di toccare qualche particolare sopra que•fio punto, 'bscl quale il primo concetto, che mi viene in mente e , chefseguaci di quella opinione non habhino hauuto occasione di far molte, emolti diligimi, e continuate osseruationi, perche mi persuado , chealcune difficoltà gli hauerebbono refi non poco dubìj , e perplessi r.elsaccomod re t ma tal posinone alle apparente - perche se bene è Vero inge .nere che molti oggetti , bcnchepcr la lor ptecole^ga, ò lontananza inni*sibili ciascuno per se solo, suiti 1 sterne possono formare Vn aggregato jche dittonga percettibile alla nostra sfila, tuttauia non e da fermarsi sùquesta generali; à t mà bisogna.che destendi imo à 1 particolariproprfi del•le stelle, &à quelli, che fi offrii ino ne'le macchie, e che diligentemcn «te andiamo esaowiàdo,con qual concordia questi,quelli posino mescbtarp ,e co.,neutre insieme^ E per non far,come quel Castellano chi fendo con pie*col numero disfiditi alla dtfes1 d'vna sortela , per soccorrer quella par•te ,che vede uff ulta, fi accorre cuti tutte le jot^ ,1 sciando intanto al •tri luoghi indifesi ,& aperti emutene , che mentre ci sformiamo di dtfen *der l'immutabilità del Cielo, non ci scordiamo de ipencoli ,à i quali perauuenturapotrtano restar espofìealtre proposistoni pur necessarie alla con.seruatione della filosofia peripatetica . £ però se que sìa dcue restare nel*la sua integrità, e saldezza, conuiene, che pir mantenimento d’altre suepropostttoni, diciamo primieramente delle stelle altre esser fisse , altre er*rami, chiamando fisse quelle, che fendo tutte mvn mtdesmo Cielo almoto di quello si mttouono tutte, restando intanto immobili ti idi loro ; màerranti quelle, che hanno ogn stia per se mouimentofroprio ; affermandodi più, che le conuer/ioni non meno di queste, che di quelle,sono ciascbcdu •ria equabile in se medesima, non connettendo dure alle loro motrici intclli*gen^e briga dt affaticarsi hor più, bor meno , che sana conditione tropporepugnante alla nobiltà , & alla inalterabilità loto, e delle sfere . Stantequelle propofitioni non fi può primieramente dire, che talt Stelle Solarifieno fisse, perche quando non fi mutasterctrà di loro, impossibil sarebberfedere le mutationi continue, che pur fi scorgono nelle macchie , mà seta»prevedremmo ritornare le medesime co> figurationt t resta dunque, ch’ellesiano mobili ciascheduna per se di moummtt disi guati fri di loto-,mà benciascuno equabile in se medesimo , & in tal guisa potrà seguire l’accozz**mento , e la separatione di alcuna di loro , ma non pi rò potranno mai sor*mar le macchie ; il che intenderemo, considerando alcuniparticclart ,chtnelle macchie sì scorgono : Vno de’quali e, che fedendosene alcune moltograndi prodursi, e dissolversi, è sorga , ch'ellt pano composte, non di due,idi quattro Stelle solamente, mi di 50. e ìoo. perche altre macchiette^
pur