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Saggio su i mezzi da moltiplicare le ricchezze della Sicilia / del Signor de Welz ; corredato di note di aggiunte e di un esame critico da Giuseppe Indelicato
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f Conchiusione ) . Che manca dunque peroh. quest» popolo rivestal'antica sua grandezza, ritorni alla gloria perduta , riacquisti la sua tue-ravigliosa opulenza? Quel che manca c ben poco* * è facile ad otte-

retlo_Mettere a profitto la fertilità del suo suolo , multiplicawdone , e

variandone le produzioni; aprire al suo commersio interno lavili commu-nicaiioni ; e dare al traffico esterno la maggiore attività , ecco il mezzoda dar compimento ai suoi fortunati destini (a).

prudente , Piuttosto religioso che superstizioso, il nostro sensibile isolanooffre sovente a Dio quell 1 affetto , che sente si mal posto negli uomini ;e non è raro appo noi d 1 incontrare la pura , bella, angelica , vcrgiiial

devozione.

Le donne in Sicilia sono ciò che in ogni luogo : 1' opera della naturariguardo agli uomini ; quella degli uomini riguardo alla società. Se i co»smini si rilasciano esse' rinunziano ai loro vantaggi, e ìidono di se me-desime . In quanto al merito personale quelle che hanno avuto 1 onoicdi essere conosciute da! Sig. Welz « io , senza temere persiò di far tortoalle altre, non ho potuto non formarmene la piu alta favorevole idea.

* (a) Grazie finalmente alla Providenza / Ben poco ; ed avrem acqui-stata l'antica nostra grandezza, la gloria perduta, la meravigliosa opulen-za de' nostri antichi .... mettere a profitto la fertilità del suolo : aprire»! commercio interno facili comunicazioni ; dare all esterno la maggioreattività. In verità ciò è ben mollo : ma sia pur quanto si vuole, il titolodell opera del Sig. Welz cen promette 1 acquisto . Egli c solo da esami-nare se la filantropia ed i fraternali desideri di questo culto negoziante nouabbiano da uscir vani a fronte delle difficoltà c degli ostacoli che oppongo-no ad essi lo stato attuale della nostra isola , le nostre abitudini e preven-irli , i tempi , e le cose e le circostanze di ogni maniera. In ogni modoe d uopo ascoltai' con amicizia e riconoscenza i discorsi e le promesse deSi 8, Welz; ed implorare ardentemente da lui gli ajuli eh' egli ci fa sperare:

Cliè chi nell ' aerjua sta fino alla gola

Ben' è ostinato se mercé non grida :

- purché la mano che vuol trarci dalle aeque non abbia myolonUria-tnente a servire a tuffarci dentro fino le nostre teste ^