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Saggio su i mezzi da moltiplicare le ricchezze della Sicilia / del Signor de Welz ; corredato di note di aggiunte e di un esame critico da Giuseppe Indelicato
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Il debito pubblico è una malattia che le Nazioni piu sensibili allostimolo della industria . Chi hi debiti deve travagliar per pagarli . Eccoadunque immancabilmente migliorati 1 industria ed il commercio {<).

Se alcuno dicesse che la Sicilia può fare il suo commercio per viadi mare, e che quiudi lestrade sarebbero pressoché inutili , rifletta, clicnon si tratta già del commercio dei varj puuti del perimetro dell Isola,ma de luoghi dell interno con questi punti . Per altro le cotnmunicazio-ni marittime datino a temere molti inconvenienti ; come le caline dellastate : i venti dellinverno ; ed il tèmpo che si perde per le leggi di Sa-nila. Questinconvenienti non sincontrano nel commercio ohe si fa porvia di terra .

I particolari nelle possessioni do quali dovrebbero passar le strade tro-verebbero un compenso alla perdita del terreno convertito in via nell in-cremento di valore de loro fondi, e nei vantaggi delle produzioni.

Egli è vero che il versamento della somma imprestata , che per al-tro si è disposto a fare con qui metodo che si credesse più vantaggiosoulta Sicilia , importerebbe un accumulazione di contante ; tna ciò sareb-be una sorgente di ricchezza . Si creerebbe hii associazione di negoziantie proprietà!] ; che a lor grado potrebbero anche preider ddle azioni sulV intrapresa , onde mostrarsi , ed essere realmente più interessati alla, fe-lice esecuzione di essa j e del numerario esuberante si farebbe una cassadi sconto . Iu quesia cassa i particolari potrebbero trovare a basso inte-resse le somme necessarie per dar vita alla loro industria ; e I usura ri-marrebbe perpetuamente bandita dalla Sicilia (a) .

II versamento dui contante necessario alla costruzione delle strade sa-rebbe come una scossa elettrica per rianimare 1 energia degli uomini piùsfaccendati .

I servi di pena ed i siedali dell' arm ita siciliana , potrebbero servi-re alla esecuzione delavori (3) .

( 1 ) » Principi così assurdi , scriveva Tlurne a proposito di questaidea dell' autore , non debbon porsi che nella classe degli elogi della fol-lìa e della febbre , o de' panegirici di Busiri e di Nerone . » Ultima-mente abbiamo avuto dal sig. Mojon l' elogio del dolore . O mi- i buonicompagni di specie , è necessario di fare tanti sforti per dimostrare ladebolezza della ragione umana ?

( 2 ) Oltre allo sbandire quella di dentro, bisognerebbe pensare al ma~do di chiuder 1' uscio a quella di fuori .

(3) Jle' servi di pena dirò qualche cosa in appresso , De' soldatidella nostra armata non occorre d> farne mollo .