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Il debito pubblico è una malattia che fà le Nazioni piu sensibili allostimolo della industria . Chi hi debiti deve travagliar per pagarli . Eccoadunque immancabilmente migliorati 1’ industria ed il commercio {<).
Se alcuno dicesse che la Sicilia può fare il suo commercio per viadi mare, e che quiudi le’strade sarebbero pressoché inutili , rifletta, clicnon si tratta già del commercio dei varj puuti del perimetro dell’ Isola,ma de’ luoghi dell’ interno con questi punti . Per altro le cotnmunicazio-ni marittime datino a temere molti inconvenienti ; come le caline dellastate : i venti dell’inverno ; ed il tèmpo che si perde per le leggi di Sa-nila. Quest’inconvenienti non s’incontrano nel commercio ohe si fa por■via di terra .
I particolari nelle possessioni do’ quali dovrebbero passar le strade tro-verebbero un compenso alla perdita del terreno convertito in via nell’ in-cremento di valore de’ loro fondi, e nei vantaggi delle produzioni.
Egli è vero che il versamento della somma imprestata , che per al-tro si è disposto a fare con qui metodo che si credesse più vantaggiosoulta Sicilia , importerebbe un’ accumulazione di contante ; tna ciò sareb-be una sorgente di ricchezza . Si creerebbe hii’ associazione di negoziantie proprietà!] ; che a lor grado potrebbero anche preider ddle azioni sul—V intrapresa , onde mostrarsi , ed essere realmente più interessati alla, fe-lice esecuzione di essa j e del numerario esuberante si farebbe una cassadi sconto . Iu quesia cassa i particolari potrebbero trovare a basso inte-resse le somme necessarie per dar vita alla loro industria ; e I’ usura ri-marrebbe perpetuamente bandita dalla Sicilia (a) .
II versamento dui contante necessario alla costruzione delle strade sa-rebbe come una scossa elettrica per rianimare 1’ energia degli uomini piùsfaccendati .
I servi di pena ed i siedali dell' arm ita siciliana , potrebbero servi-re alla esecuzione de’lavori (3) .
( 1 ) » Principi così assurdi , scriveva Tlurne a proposito di questaidea dell' autore , non debbon porsi che nella classe degli elogi della fol-lìa e della febbre , o de' panegirici di Busiri e di Nerone . » Ultima-mente abbiamo avuto dal sig. Mojon l' elogio del dolore . O mi- i buonicompagni di specie , è necessario di fare tanti sforti per dimostrare ladebolezza della ragione umana ?
( 2 ) Oltre allo sbandire quella di dentro, bisognerebbe pensare al ma~do di chiuder 1' uscio a quella di fuori .
(3) Jle' servi di pena dirò qualche cosa in appresso , De' soldatidella nostra armata non occorre d> farne mollo .