700 Dialogo Sesto
do, secondo un angolo minore di ogni acutissimo • Qui se io avessi a trâttatécon persone men versate di voi nella geometria, dimostrerei, come par-tendosi un mobile dall’imo punto del contatto, può benissimo estere, chel’alzamento della linea orizontale di qualche punto della circonferenza se-parato dal contatto, sia secondo qualsivoglia proporzione minore dell’abbas-samento di un'asse a questo eguale, preso in qualsivoglia altro luogo, purchéiti elio non si contenga il contatto - Ma voi son sicuro, che in ciò non ave-te dubbio. E le il semplice appoggiarsi del picco! peso alla gran mole puòmuoverla, ed alzarla, che sarà se disenfiandolo, e lasciandolo scorrere perla circonferenza egli vi anderà a percuotere?
Apro. Veramente non mi pare, che ci resti più luogo di dubitare, la for-za della percossa essere infinita , per quanto l’addotta esperienza ne dichia-ra; ma tal notizia non basta al mio intelletto a schiarirmi molte oscure te-nebre, le quali lo tengono offuscato in modo , che non discerno come ilnegozio di queste percosie cammini, sicché io potessi rispondere ad ognidubbio, che mi sulle promossi).
Sa!. Ma prima, che io passi più oltre,voglio scoprirvi un certo equivoco, chesta nascoso , e come in aguato, e ci lascia stimare tutti quei colpi, con iquali nel soprapposto esempio si andava cacciando il palo , esser eguali > o vo-gliamo diregristessi,fendo fatti dalla medesima berta elevata sopra il palosempre alla medesima altezza, il che non è vero. Per intelligenza di che,figuratevi di andare ad incontrare colla mano una palla , che venga scen-dendo da alto, e ditemi, se neU’arrivare ella sopra la vostra mano, voi lamano andaste abbassando per la medesima linea, e colla medesima velocità,che scende la palla , ditemi, dico, qual percossa voi sentireste? certo nes-suna . Ma se ali’arrivo della palla voi andasse solamente in parte cedendo,con abbassar la mano con minor velocità di quella della palla, voi benericevereste percossa ma non come da tutta la velocità della palla, ma'sola-mente come dall’eccesso della velocità di quella, sopra la velocità della ce-denza della mano, sicché quando la palla scendesse con io. gradi di velo-cità , e la maiio cedesse con otto, il colpo sarebbe come fatto da due gra-di di velocità della palla, e cedendo la mano con 4. il colpo sarebbe co-me di 6. ed essendo il cedere come uno il percuoter sarebbe come di 9. etutta finterà percossa della velocità de’ io. gradi sarebbe quella, che per-coteste sopra la mano, che nulla cedesse. Applicando ora il discorso allepercosse della berta, mentre il palo cede la prima volta 4. dita, e la se-conda 2. e la terza un sol dito ali'impero della berta, le percosse rimango-no disuguali, e la prima più debole della seconda, e la seconda più dellaterza, secondo che la cedenza delle 4. dita fpiù detrae dalla velocità delprimo colpo, che la seconda, e questa è più debole della terza, come quel-la, che toglie il doppio più di questa dalla medesima velocità. Se dunqueil molto cedere del palo alla prima percossa, ed il meno cedere alla secon-da, e meno anco alla terza, e così sempre continuatamente, è cagione, chemen valido sia il primo colpo del secondo, e questo del terzo, che mara-viglia è, che manco quantità di peso morto si ricerchi per la prima caccia-ta delle 4, dita, e che maggiore ne bisogni per la seconda cacciata delledue dita, e maggiore ancora per la terza, e sempre più, e più continua-tamente, secondo, che le cacciate si vanno diminuendo nelle diminuzionidelle cedenze del palo, che è quanto a dire nelfaugumento delle resisten-ze? Da quanto ho detto mi pare, che agevolmente fi possa raccorre, quan-to