DIALOGO.
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stato generato e partorito alla stessa stessissima fog-gia che il foste voi? E che? vi moltiplicate voi forseper mezzo delle stampe voi altri nobili ?
Nob. Noi nasciamo come se’ nato tu medesimo ,se io ho a dirti ’1 vero ; ma il sangue che in noiè provenuto da* nostri maggiori è luti’ altra cosache il tuo.
Poe. Dalle ; e voi seguite pure a infilzarmi ma-raviglie. Forse che il vostro sangue è fatto allafoggia di quello degli dei d’Omero e non è, cosicome il nostro , fluido e vermiglio ?
Nob. Egli è anzi cosi come il vostro , fluidissi-mo e vermiglissimo; ma tu ben sai che possa ilnostro sangue sopra gli animi nostri.
Poe . lo non so nulla io. Di grazia, che credeteperò voi ? che il vostro sangue possa sopra gli ani-mi vostri ?
Nob. Esso ci può piu che non credi. Esso rendei nostri spiriti svegliati, gentili e virtuosij laddoveil vostro li rende ottusi, zotici e viziosi.
Poe . E perchè ciò ?
Nob, Perchè esso è disceso, purissimo per jnsinoa noi per li purissimi canali de* nostri antenati.
Poe . Se la cosa è come a voi pare , voi sareteadunque voi altri nobili tutti quauli forniti d* ani-mo svegliato, gentile e virtuoso.
Nob. Si certamente.
Poe. Onde vien egli però che , quando io eracolassù tra* viventi, a me pareva che una cosi granparte di voi altri fosse ignorante, stupida , prepo-tente , avara , bugiarda, accidiosa , ingrata , ven-dicativa e simili altre gentilezze? Forse che talora,per qualche impensato avvenimento, si è introdottaqualche parte del nostro sangue eterogeneo per en-tro a que* purissimi canali de* vostri antenati ? Edonde viene ancora che tra noi altra plebe io hoveduto tante persone scienziate, valorose, intra-prendenti, liberali, gentili, magnanime e dabbene ?Forse che qualche parte del vostro purissimo san-gue vien talora per qualche impensato avvenimentoad introdursi negli oscuri canali di noi altra cana-glia ?
Nob. Io non ti saprei ben dire onde ciò proce-desse; ma egli è pur cèrto che si dee parlar conmolto più riverenza che tu non fai di noi altri no-bili; perciocché noi meritiamo rispetto da voi > senon per altro, almeno per 1’ antichità della nostraprosapia.
Poe. Deh l Signore, ditemi per vita vostra, quan-ti secoli prima della creazione cominciò egli maila vostra prosapia ?
Nob. Ah ah 1 tu mi fai ridere. Pretenderesti tuforse , minchione, che ci avesse delle famiglie pri-machè nulla ci fosse ?
Poe. Or bene , di che tempo credete voi cheavesse cominciamento la vostra famiglia ?
Nob . Dal tempo di Carlo magno , cicala.
Poe. Olà tu, fammi di cappello tu , scostati dame tu.
Nob. Insolente I Che linguaggio tieni tu ora conme ? tu ini faresti po* poi scappare la pazienza.
Poe. Olà scostati, ti dico io.
Nob. E perchè ?
Poe. Perchè la mia famiglia è di gran lunga piuantica della tua.
Nob. Taci là , buffone : e da chi presumerestiperò tu d’ esser disceso ?
Poe. Da Adamo, vi dico io.
Nob. Oh ! io 1* ho detto che tu ci avverrestibene a fare il buffone. Io comincio quasi ad averpiacere d’essermi qui teco incontrato. Suvvia, fam-mi adunque il catalogo de’ tuoi antenati.
Poe. Eli pensate, la vorrehb’ esser la favola deWl’uccellino se io avessi ora a contare ogni cosa.Questi rospi che ora ci rodono non hanno micatanta pazienza , sapete. Così fosse stato addentatoil vostro primo ascendente dove ora uno di essi miaddenta ; che voi non vi vantereste ora di così an-tica famiglia.
Nob. Ispacciali 1 comincia prima da tuo padre eva via salendo. Come rhiamavasi egli ?
Poe. Il signor Giambalista per servirvi.
Nob. E il tuo nonno ?
Poe. Il mio nonno . . .
Nob. Or di*.
Poe. Zitto, aspettate ch’io lo rinvenga il miononno . . .
Nob. Sbrigati , ti dico, in tua malora.
Poe. Il mio nonno chìamavasi messer Guas-parri.
Nob. E il tuo bisavolo ?
Poe. Oh questo affé ch’io non me’1 ricordo!Ricorderestcvi voi i vostri ?
Nob. Se io me li ricordo ? Or senti : Rolandoil primo, da Rolando il primo Adolfo, da AdolfoBertrando, da Bertrando Gualtieri, da GualtieriRolando secondo , da Rolando secondo Agilulfo, daAgilulfo . . .
Poe. Cappita , voi siete fornito d’ una sperticatamemoria voi. Egli si par Itene che voi non abbiatestudiato mai altro che la vostra genealogia.
Nob. Ora ti dai tu per vinto ? mi concedi tuoggimai che io e gli altri nobili miei pari meritia-mo rispetto e venerazione da voi altri plebei ?
Poe. Io vi concedo che voi aveste di molta me-moria, voi e i vostri ascendenti ; ma se cotesto vifa degni di riverenza, io non so perchè io nondebita dare dello illustrissimo anco a colui che mo-stra le anticaglie, dappoiché egli si ricorda di tan-ti nomi quanti voi fate e d’assai più ancora. Maditemi per vostra fè : se il fu vostro legnajuolo 0il fu vostro calzolajo si ricordassero per avventurai nomi de’ loro antenati, poniam caso, fino a’ tem-pi del re Àlboino , non sarelthon eglino perciò no-bili quanto voi, e non dovreltbesi anche loro, cosìcome a voi, il titolo dell’ Eccellenza ?
Nob. E egli però possibile , animale , che tunon ti avvegga quanta differenza ci corra tra meed essi ? chè dove quelli è verosimile che derivatisieno da altri legnajuoli c calzolaj : io al contrarioognun sa da quanto celebri, quanto illustri e quan-to grand’ avoli sono disceso.
Poe. Siete voi ben certo che sieno stali si ccle-• bri , sì illustri e si grandi cotesti avoli vostri ; o