LETTERE.
bersaglio all’invidia, alla malignila, alle insidie edalle persecuzioni di noi altri peccatori, che le cir-condiamo per coglier loro cagione addosso contino-vamente. A noi non è lecito di pregiudicar grave-mente a’nostri interessi o a quelli della nostra fa-miglia : e questi non andrebbono il più delle voltein fondo se alle povere divote non fosse anco lecitodi sostenerli con qualche prudente simulazione odissimulazione? Io voglio ben credere che le l>ellelabbra della mia spirituale Elisa resisterebbono anon dir bugie , ma io stimo quasi impossibile cheuna divola femmina possa resistere a non farne. Iocredo bene che la vostra gentile e scrupolosa animasi asterrebbe dall’ingannare direttamente ; ma comesi può, senza mancare notabilmente alla prudenza,come si può in certi frangenti non prestare occa-sione o non lasciar cadere in errore il nostro amatoprossimo? Come si potrebl>e vivere senza un pocodi simulazione ? Bisogna pur confessare che un pocodi restrizion mentale é uno de’maggiori comodidell’ umana vita, spezialmente per una divola , acui non è tanto lecito quanto a* peccatori il dir bu-gie. E non per altro ered’ io che tanti dottori leabbiano così fortemente difese e sostenute se nonper lasciare un meschino asilo a qualche anima piaebe sì trovasse impacciata tra l’interesse e la divo-zione. Aggiugnete ancora un’altra riflessione, laquale riguarda principalmente il vostro carattere didivota. Questa sincerità sarebbe in contraddizionecoll’umiltà di cui v’ho parlato sopra. Imperciocchénon verremmo noi a mascherare ed a mentir noimedesimi col celare i nostri meriti e col procuraredi non lasciarci comparire al di fuori quali noi sia-mo al di dentro? lo per me sono anzi d’opinioneche fosse lecito servirsi di questa dissimulazione so-lamente quando si desse un caso che una divotaavesse qualche difetto, acciocché, scoprendosi al difuori, non venisse a pregiudicare al decoro dell’artesua, e che in quel cambio dovesse usare tutta lapiù rigida sincerità e schiettezza possibile per iscio-rinare, dirò cosi, e mettere al chiaro giorno tuttequante le sue prerogative , acciocché queste servirpossano ad edificare il prossimo sviato e ad accre-scer gloria alla divozione. Io mi fermerò poco amostrarvi quanto possa accordar colla divozione ilterzo di que’caratteri ch’io vi ho annoverati disopra, cioè la carità. Permettetemi nondimeno ch’iovi riporti qui prima un passo d’uno autore ch’ioho letto a questi giorni passati. Io so che non èmolto approvato il far delle lunghe citazioni da’legislatori dello stile epistolare , ma lusingomi chesi possa perdonare qualche licenza a un genere dilettere come le mie, che possono meritare il titolodi edificanti. Piglierotmm ancora un’altra libertà ,cioè di palesarvi che 1* autore eh’ ora sono per ci-tarvi é un eretico j perché, essendo voi appena ini-ziata ne’ misterj della divozione, spero che perauconon ispiritcrete della paura leggendo un simile vo-cabolo. L’autore dite adunque cosi: ciò che rendepiù insoffribili i divoti di professione si ò una certaasprezza di costumi per cui sono insensibili all’utnu-aitu, un cert’orgoglio eccessivo die fu loro guardare
Panni, Opere.
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con occhio di pietà tutto il resto del mondo. Senella loro elevazione eglino degnano di chinarsi aqualche atto di bontà, il fanno eglino con tantasoverchieria , essi compiangono gli altri con moditanto crudeli, la loro giustìzia è tanto rigorosa, laloro carila e così dura, il loro zelo è tanto amaro,il loro disprezzo tanto si rassomiglia all’odio che lastessa insensibilità della gente di mondo é menobarbara della loro compassione. L’amor di Dio serveloro di scusa per non amare nessuno, ed egli nons’amano neppur Ira di loro : avete voi veduto giam-mai tra i divoti una vera amicizia ? Ma quanto piùeglino si staccan dagli uomini, tanto più pretendonda questi, e si potrebbe dire che non si alzano aDio per altro fuorché per esercitare la loro autoritàsulla terra. Questo miserabile eretico , Elisa mia ,non sa quel che si dica : egli scambia per asprezzadi costumi quel nobile zelo con cui" una divota nondee saper perdonare il menomo fallo al suo pros-simo peccatore, e per orgoglio il generoso sentimentode’proprj meriti paragonati coll’altrui meschinità.Infine egli pretende che i divoti debbano avere quel-la tenerezza e carità per li mondani che, come hodetto da principio, alcuni troppo rigidi e scrupolosivogliono che sia uno de’caralleri di quella loro sup-posta vera ed unica divozione. Vedete di grazia lebelle massime 1 Se queste massime fossero vere ,credete voi che potessero entrare in capo anche adun tizzone d’inferno qual è un eretico? Panni giàdi vedervi tutta smaniante arder di sdegno controa questa razza di maestri di spirito che presumonodi riformare il mondo e di ridurlo alla vita spiri-tuale senz* aver prima trovato un soave nodo colquale congiunger si possa il nostro comodo e il no-stro interesse colla pietà e colla divozione. Ma che-tatevi, madre Elisa mia dolcissima, e non istatc piùad affannar per la collera cotesto bel petto che, seben mi ricordo, voi avevate molti anni sono. Nondubitate ; ch’io son presto a darvi nel venturo or-dinario certe tenere lezioncine di divozione ch’ionon credo che desse mai frate ad altra giovane con-templativa. lo ho osservato in tatti questi giorni ilflore de’ divoti e delle divole di questa grande cit-tà; e vi so dire ch’io ho imparati i migliori se-greti che ci possati essere perché con pochissimavostra spesa v’ acquistiate nel mondo il glorioso no-me di divota. Ruccomandoini intanto alle vostrefervorose preghiere, acciocché mi cresca sempre mag-gior forza di adoperarmi a vostro vantaggio: e pre-govi di mandarmi di tanto in tanto, nia quanto piùristrettamente potrete, un catalogo delle vostre operemeritorie che andrete ogni giorno facendo, accioc-ché io il serbi tra le mie memorie. Chi sa che unavolta uon abbia poi a vedere la luce per edificazionedel prossimo e per maggior gloria vostra ? Sappiateteuer conto di cotesta vostra preziosa vita; andateadagio per non affaticarvi; mangiate cose sane odilicate per non caricarvi lo stomaco; e parlatequauto più potete con dimessa voce acciocché nonvi si stanchino troppo i polmoui.
Il vostro CONTE.
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