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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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necessaria proporzione che nella varietà degli oggetticostituisce Punita, e non producono altro cbc unacontraddizione spiacevole e penosa all’animo umano.

Non solamente son necessarie le proporzioni frale parli più semplici che debbon concorrere allaformazione del tutto voluto dall’ arte ; ma il sonoeziandio fra le partì le più composte. Nell’archi-tettura » la quale presenta le sue opere per mezzodi linee e di spazj , non basta cbc le liuee e glispazj ne’ quali può elementarmente risolversi unedifizio sieno fra loro commensurabili e perciò pro-porzionate j ma bisogna inoltre che le varie partipiù composte ossia i vurj membri dell’edilìzio me-desimo si corrispondano fra loro di grandezza , diforma e di collocazione. Imperocché siccome dallaproporzione delle prime linee e de’ primi spazj re-sulta il liel tutto dei primi oggetti parziali , cosìdalla proporzione di questi resulta la simmetria cdil bel tutto ideato dall’arte. Quello che si è dettodell’architettura si dee dire anche relativamenteparlando delle altre, e massimamente dell’arte deldire, sia nella prosa , sia nel verso. Tosto che loscrittore sceglie un argomento da dover trattare ,non solo dee pensare a trattarlo in quel modo econ quella estensione che meglio conviene ad essoargomento , della qual cosa poi ragioneremo parti-colarmente quando si tratterà del principio dellaconvenevolezza ossia del decoro } ma dee pensareancora a far sì che tutte le parti e tutte le seriediverse di esse, ossia tutti gli oggetti che debbonconcorrere a formare il tutto del suo discorso e delsuo poema abbiano questa necessaria conformità oproporzione fra loro.

In tutte le opere che appartengono all’ arte deldire , le seguenti cose sono generalmente da con-siderarsi, cioè il peusiere, 1’ affetto, lo stile, lalocuzione, la parola ed il numero. Siccome ciascungenere delle anzidette cose ha sotto di se variespezie , e ciascuna spezie di ciascun di essi generiha una naturai proporzione con una delle speziedegli altri generi , così è necessario di combinarenella determinata composizione non solo quellespezie di essi le quali più convengono al fine pro-postosi dallo scrittore , ma quelle parimente , chehanno più conformità e proporzione fra loro. Perquesto modo si produce nell’ opera dello scrittoreuna morbida eguaglianza d’idee, d’affetti e d’espres-sioni, da cui viene l’anima di passo iu passo gui-data , sicché questa può bensì distinguere e sen-tire la varietà degli oggetti ma nello stesso tem-po non ha campo di trattenersi più sopra 1’ unoche sopra 1’ altro , e sentesi come per incantesimorapita fino alla fine , dove sorpresa dalla bellezzadel tutto è costretta d’ esclamare colla espressionedel piacere e della meraviglia : Oh Dio che bellacosai Ma rendiamo ciò più sensibile cogli esempi.Un oratore toglie a lodare con una sua orazioneun eccellente legislatore , un gran monarca padrede’suoi popoli. Nessun soggetto morale può esserpiù magnifico né più nobile nè più interessantedì questo. Clic fa egli adunque ? Il buon oratorescoglio fra i pensieri adattabili al suo argomento

quelli che sono più atti ad ingrandire e a subli-mar l’animo degli ascoltatori dando loro un* ideaadequata e per conseguenza vastissima del suo sog-getto: sa che le immagini e le figure tolte massi-mamente dalla comparazione dì varj oggetti insiemeservono a colorire e dar forza e rilievo ai pensie-ri} elegge egli pertanto, fra le spezie delle imma-gini e delle figure , quelle che sono più propor-zionale alla grandezza de’pensieri j e raccoglie dallanatura e dai fatti gli oggetti più grandi e più im-portanti , acciocché servano di metafore, di simili-tudini, d’allusioni e simili, proporzionale alla subli-mità delle idee.

Un uomo che abbia grandi e vaste idee congiun-te a sentimenti mediocri o bassi è una cosa defor-me, ed una mostruosità nell’umana natura per lanotabile sproporzione che in lui si scorge. Talesarebbe il discorso dell’oratore, se alia vastità edalla sublimità delle idee non accoppiasse la gran-dezza e l’elevazione degli affetti atti a rapir l’ani-mo nostro dal privativo amore di noi medesimifino alla benevolenza per tutti gli uomini , finoalla carità , fino alla passione dell’ ordine e del-ia felicità universale. Ma siccome fra le parolee fra le maniere del dire che compongono cia-scuna favella delle nazioni colte ce n’ha di quel-le le quali ora per la loro etimologia , ora peril loro uso , ora in fine per la comune opinionevengon reputate più gentili e più nobili che lealtre non sanno } siccome pure alla nobiltà ed allasublimità de’ soggetti, delle sentenze , degli alletticonvengono espressioni più scelte e più elevate chenon sogliono costumarsi ne’parlari usuali del po-polo} siccome finalmente gli uomini i quali si sol-levano nella moltitudine per la vastità delle loroidee e per la nobiltà de’sentimenti loro hannoanco de’ modi di esprimersi non ordinar} ma lon-tani anzi dalle popolari forme del dire} perciò l’ora-tore avveduto accoppierebbe in tal caso alla gran-dezza ed alla nobiltà de’pensieri e degli affettianche quelle forme della locuzione e dello stilele quali, sia per natura, sia per accettazione, megliosi conformano e sono più proporzionate con essi dinobiltà e di grandezza.

Parimente poiché ciascuna parola forma un suonoe ciascun membro dell’ orazione ne forma un altroresultante dal diverso ordinamento di suono di cia-scuna delle parole di cui è composto , e poiché isuoni più semplici di esse parole ed i loro suonicomposti, onde resulta ciò che chiamasi numerooratorio, possono aver diversi caratteri e possonoper la grande analogia che passa fra le idee ed isentimenti del nostro animo , secondo la diversitàde’suoni, risvegliarsi diverse idee e sentimenti quan-do di gravità, quando di leggiadria, quando di gran-dezza e di magnificenza } perciò l’oratore posto nellasopraccennata circostanza osserva le leggi della pro-porzione anche nella scelta del numero oratorio,acciocché questo egualmente riesca conforme allaqualità degli oggetti che compongono la sua ora-zione. Per ultimo siccome nell’accento della decla-mazione , nella maniera del comporre la persona ,