DELLE BELI
sia rìmaso molto al di sotto e degli aolichi c deimoderni.
Àgnolo Firenzuola scrittore leggiadrissimo di prosaed assai mediocre nel verso , condannevole per latroppa liberta del costume introdotta nella sua pa-rafrasi òtWsfsirto d'oro d’Apulejo e nelle sue No-velle , ma nobile, gentile ed ingegnoso sopra ognicredere nel suo Dialogo della bellezza delle donnec ne* suoi Discorsi degli animali.
Gio. Battista Gclli, ottimo scrittore di prosa edacuto e bizzarro filosofo de* suoi tempi, ha il meritodi pascer graziosamente lo spirito in un tempo collal>ellezza dello scrivere e colla novità delle idee ,cosa rara negli scrittori di quella stagione. Le ope-re principali di lui , oltre le Commedie , sono laCirce e i Capricci del Jìottajo.
Giovanni Guidiceioni, autore di varie poesie, hauno stile tutto suo , con cui mentre nobilitò disceltissimi sentimenti la lingua italiana, nc arricchìancora mirabilmente il linguaggio poetico, e peròsi annovera fra i nostri lirici insigni.
Ludovico Martelli è egli pure uno de* più inge-gnosi lirici nostri, il quale, amando la novità senzaperò sloutnnarsi dalla natura, servì ancora a rendercopioso e vivace il linguaggio della nostra poesia.
Ma per seguire i poeti non si dimentichi Ben-venuto Cellini, famoso artefice e talento oltre mi-sura bizzarro, i cui trattali dell’ Oreficeria e dellaScultura somministrano grande quantità di vocabolie di forme relative alle arti, oltreché abbondanod* ottimi precetti e di regole per la pratica e perla intelligenza dell’ arti stesse. La T^ita sua da semedesimo scritta è una delle cose più vivaci cheabbia la lingua italiana, sì per le cose che descrittevi sono, sì per il modo. Costui è spezialmente mi-rabile nel dipingere al vivo con pochi tratti i ca-ratteri , gli affetti, le fisonomie, i moti e i vezzidelle persone. Qui giova avvertir di passaggio chefra gli autori italiani del cinquecento rispìende or-dinariamente più filosofia nelle opere degli eccel-lenti artisti che in quelle dc T grandi letterati : per-chè questi preoccupati furono la maggior parte dalleopinioni, o vere o false che fossero, da essi bevutenelle scuole e ne* libri; dove gli altri andarono intraccia della natura e della verità condotti dal soloraziocinio.
Claudio Tolomei, grande letterato de’sooi tempie grande promotore della italiana lingua e poesia.Le opere più autorevoli di lui sono le Lettere, scritteeon molta purgatezza ed in istile veramente episto-lare , oltre a ciò piene di buoni documenti rispettoa letteralura ed a morale.
Ma Luigi Alamanni, scrittore di cose liriche, disalire, di tragedie e di poemi, merita spezialmented’essere studiato come uno degli ottimi. 11 suopoema della Coltivazione è testo insieme della lin-gua, della poesia e della letteratura italiana cd unadelle opere che è vergogna di non aver mai letto.
Benedetto Varchi, uno de’più scienziati uominidel suo tempo e fautore appassionato dell’italianafavella. Fra le molte opere di lui le più pregevolisono i suoi componimenti pastorali , le Lezioni ,
E LETTERE. 2DQ
Y abrotano e la Storia fiorentina: ma sebbene tuttesieuo scritte con molta nitidezza c proprietà , laStoria nondimeno è assai diffusa nello stile e moltevolte troppo famigliare nella scelta de’ termini edelle forme del dire.
Bernardo Segni scrisse egli pure in istile assainobile la Storia fiorentina e tradusse eon gran pur-gatezza di lingua varie delle opere più importantid’Aristotele.
Agnolo Segni, che scrisse varie lezioni; VincenzoBorgbini, piano, facile e nobile scrittore di Discorsidi varia erudizione ; Raffaello Borghini autore del-1’elegante e bel dialogo sopra la pittura intitolatoil Riposo j Pier Vettori e Giovan Vettorio Sede-rmi semplici e naturali scrittori, l’uno del trattalodella Coltivazione degli ulivi , l’altro del trattatodella Coltivazione delle viti: tutti questi vannoessi pure tra’migliori autori della lingua e sonodegni d’ esser letti non solo per rispetto alla stessalingua ina ancora per le importanti materie ch’essitrattano.
Opera classica dell’ Italia si è la Storia di Fran-cesco Guicciardini , il quale passa per il principedegli storici nostri. Questi sebbene, quanto a stori-co, venga ripreso di varj difetti, pure è egli accet-tato generalmente in materia dello scrivere; se nonche alcuni lo accusano di avere usati assai terminitroppo latini o forensi come dicono.
Bernardo Tasso, padre illustre di più illustre fi-gliuolo , autore fecondissimo di poesie e bastevol-mente colto nell’ uso della lingua. Troppo abusòegli del suo ingegno scrivendo fole di romanzi ,ne’quali nondimeno è assai inferiore di verità, dìforza , d’evidenza , di costume poetico e simili al-l’Àriosto e ad alcuni altri de’ poeti romanzieri. Lostile di costui è troppo diffuso e fiorito , del qualdifetto vien tacciato anche nelle sue Lettele. Non-dimeno i Salmi e le Odi che egli scrisse sul fared’Orazio, sono corrette nello stile e son modellidi buona poesia.
Jacopo Bonfadio, bravo latino scrittore ed autoredi colte e gentilissime lettere italiane; SperoneSperoni, scrittore di dialoghi , ma difettuoso assaivolte quanto alle materie, mercè della filosofia checorreva ne’suoi tempi; Alberto Lollio, elegante cnobile autor d’orazioni , ma alle volte freddo esnervato; Alessandro Piccolomini autore di molteopere di filosofia proporzionata a* suoi tempi, mapregevole per la sua opera della InstitMzion mora-le j Pier Francesco Giambullari storico e filologo ,si annoverano fra i principali autori della lingua.
Francesco Coppetta , Anton Francesco Rainicri ,Angelo di Costanzo, Bernardino Rota e Luigi Tua-siilo , cinque dc’più illustri poeti Urici che abbial’Italia; i quali, sdegnando di camminar sempresulle pedate del Petrarca, si aprirono nuove strattee per esse andarono giudiziosamente alla volu delbello. Assai più commendcvoli sarebbono, se, ab-bandonata eziandio l’eterna seccaggine dell’amo-re trattalo da’loro antecessori, si fossero innalzalia più nuovi e più nobili soggetti. In tutti que-sti , oltre ai singolari pregi poetici, inerita d’esser