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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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a4° deprincipj

riguardata la cultura dalla lingua e la nobiltà, e laricchezza dello stile. De* tre primi sono massima-mente pregevoli i sonetti; del quarto le egloghepescatorie ; dellultimo le canzoni, le stanze ed al-cuni capitoli che versano sopra materie morali edeconomiche.

Giovanni della Casa , uno de* principi scrittoridella lingua, anzi il migliore di tutti dopo il Boc-caccio , e quegli che senza lasciar desser nobile egrave saccosta forse più dognaltro del suo secoloalla forma del dire semplice e naturale che si amanel nostro. Il suo trattato delle creanze intitolatoil Galateo è uno de capi dopera della nostra lin-gua ; e quello in cui sovranamente risplende laschietta , gentile e nobile urbanità che convieneanche nelle cose tenui e della quale abbiamo illu-stri esempi fra i Greci e in alcuno deLatini. Noninferiore al Galateo è il Trattato degli offici, ben-ché in istile alquanto diverso. Nelle Lettere poispira egli da ogni parte la grazia conveniente delladizione, la nobiltà descntimenti, la conoscenza de-gli uomini e deloro affari, il sapere squisito dellearti e delle scienze, la buona morale e mille altredoti che caratterizzano leccellenza dello scrittore.Ma che lodi non si debbono alle poche orazioni dilui? In esse armonia di numero senza studiato ar-tifizio, correzione di lingua senza pedanteria, sem-plicità delocuzione senza bassezza, proporzione ditraslati, nobiltà d immagini, gravità di sentenze ,grandezza di sentimenti, forza di ragioni, commo-vimento d affetti e tutte le parti insomma che agrande orator si convengono. meno dee dirsidelle sue poesie liriche, colle quali aprì anchegliuna nuova scuola, dove entrarono bensì molti, maa pochi fu dato davvicinarsi, non che daggua-gliarsi al maestro. Anche nella prosa e nella poesialatina fu egli deprimi del suo secolo.

Le poesie di Francesco Berni sono utilissime perluso della lingua c dello stile in cose familiari epiacevoli. Chi non è nato buffone quanto lui , echi non ha come lui il vero intrinseco atticismodella lingua non pensi di seguirlo poetando, se nonvuole accrescere il numero degli sciocchi che sisono renduli ridicoli e disprcgevoli imitando il ca-rattere originale di lui.

Annibai Caro leggiadrissimo scrittore massima-mente di prosa nella nostra lingua. Le più stimatefra le opere di lui sono la traduzione dcllEncide,benché non senza ragione venga ripreso d essersiassai volte scostalo dal testo ; e le Lettera , nelqual genere litaliana lingua non ha nulla di piùpuro, di più elegante, di più grazioso di piùaccomodato alle cose che vi si trattano. Le suelettere daffari massimamente dovrebbono anche aitempi nostri essere il modello delle segreterie , sein queste, generalmente parlando, si avesse puntocura di bene scrivere. I nomi del Caro e del Ca-stel vetro non possono andar disgiunti, perché lunorisveglia lidea dellaltro. Questultimo fu uomodottissimo in ogni sorta di letteratura c scrissemolte cose in materie poetiche e grammaticali. Feli-ce lui se la sottigliezza del suo ingegno non lo

PARTICOLARI

avesse talvolta trasportato oltre i limili del vero, cse i suoi avversarj avessero voluto coucedere davertorto in molte cose 1 Lo stile di lui è semplice ,breve, preciso, nervoso, comechà alquanto severo;la locuzione é propria e corretta, se non che egliadottò certe parole e certe forme che non beneconsonano colle altre e perciò fanno rincrescimentoal lettore.

Giorgio Vasari famoso pittore ed architetto scris-se le T ite de'più eccellenti pittori, scultori ed ar-chitetti. Questopera deve ad ogni conto leggersida chiunque pretende daver buongusto in materiadi belle lettere o di belle arti. Noi non sapremmocome meglio darne idea fuorché servendoci delleparole di monsignor Bottari inserite nella prefazio-ne da lui fatta alla nuova edizione delle vite delVasari per esso procurata. Del pregio dellopera,dice egli, é anche superfluo il ragionarne. La stimache nè stata fatta sempre da tutte le nazioni eche sempre é andata crescendo ne parla a sufficienza.Ognuno sa che in essa il Vasari ha rammassale in-finite notizie appartenenti apiù celebri professoridi tutte le belle arti che hanno qualche dcpcndenzae connessione col disegno ; e che le azioni que-sti professori sono narrate e stese con tanta leggia-dria e naturalezza che col suo stile e colla manieradi scrivere incanta i lettori e fa loro parere non dileggere ma di vedere quel chei racconta. Inoltreha ripiena tutta quest opera d* utilissimi precetti sularte e di dotte osservazioni sopra gli edifizj piùillustri e sopra le statue e pitture più celebri del-lItalia. »» E a proposito dello scrivere del Vasari,che è ciò clic ora spezialmente ne importa di ri-guardare , é da notarsi quanto lo stesso Bottari inaltro luogo avvertisce, ed e: che il Vasari sopra lamaniera del suo scrivere consultò Aunibal Caro,uomo di finissimo gusto in tutte le arti e grandeantico ed utile consigliere depiù eccellenti artistidel suo tempo , come si può ben vedere dalle let-tere di lui. Aggiungasi ciò che pure il Bottari al-trove osserva , cioè che il Vasari seppe alle voltealzarsi dal suo stile naturale e piano e renderlotemperatamente ornato e grande secondo che lamateria comportava ; la qual cosa non solo discon-viene ma dice anzi benissimo a coloro che trattanomaterie di sentimento e di buongusto piuttosto chedi speculazione , purché ciò si faccia con opportu-nità e con proporzione secondo i principi già danoi stabiliti e secondo i modelli lasciatici dagrandiscrittori, fra i quali, oltre Platone, Senofonte e M.Tullio, ci piace di mentovare spezialmente Longino.Questi nel suo Trattato del sublime , di mano inmano che la materia più o manco sinnalza, cosìva pigliando collo stile i colori di quella ; talchéad un tempo con molto giudizio e bella fantasiainstruisce la mente per mezzo deprecetti e la in-fiamma e la solleva per mezzo dell'espressione chequelli accompagna e rinforza.

Ci si permetta di stenderci alquanto più ragio-nando di questopera del Vasari. Imperocché, senoi non andiamo errati, essa é una delle opere ita-liane che vorrebbesi veder più frequentemente nelle