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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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AGGIUNTE E CAMBIAMENTI PIÙ NOTABILIFATTI DALLAUTORE APOEMETTI.

NEL MATTINO.

Pagina I , colonna I , verso 20.

Ora e tempo di posa. Io van te chiamaLo dio dell* armi ; che ben folle è quegliChe a rìschio ecc.

Pag. i j col. 2 , v. 36 . la vece dei primi quattroversi y si legga :

Dritto è però che a te gli stanchi sensiDai tenaci papaveri MorfeoPrima non solva che già grande il giornoFra gli spiragli penetrar contendaDe le dorate ecc.

Pag. 2, col. ly v. 3 .

E collindice destro lieve lieveSovra gli occhi trascorri, e ne dileguaQuel che riman ecc.

Pag. 2 , col. i , v. ij.

Ma il damigel ben pettinato i criuiEcco sinnoltra e con sommessi accentiChiede qual più de le bevande usateSorbir tu goda in preziosa tassa :ludiche ecc.

Pag. 2, col. l y v. 56 . In vece di leggeret A techieder mercede, si leggatFastidirti la mente ; o di lugubriPanni ravvolto il garrulo forenseCui depaterni tuoi campi e tesoriIl periglio s* affida $ o il tuo castaidoChe già con lalba a la città disceseBianco di gelo mattutin la chioma.

Cosi zotica pompa i tuoi maggioriAl di nascente si vedean dintorno:

Ma tu, gran prole, in cui si feo scendendoE più mobile il senso e più gentile,

Ah sul primo tornar delievi spirtiAllufficio diurno ah non ferirliDimmagini sconce 1 Or come i dettiDi costor soffrirai barbari e rudi 5Come il penoso articolar di voci *

Smarrite, titubanti al tuo cospetto;

E tra lobliquo profondar dinchiniDel calzar polveroso in sui tappetiLe impresse orme indecenti ? Aimè ( chb fattoQuel salutar licore ecc.

Pag. 2 y col. 2 y v. i.

Mastro che il tuo bel piè , come a lui piace,Modera e guida. Egli all entrar sarrestiRitto ecc.

Pag. 3 , col. l y v. 43 .

Assai, signore, a te pensasti : or volgiLalta mente per poco ad alivi obbietti

Non men degni di te. Sai che compagnaCon cui partir de la giornata illustreI travagli e le glorie il ciel destinaAl giovane signore ecc.

Pag. 3 y col. 2 , v. 16.

Che tra le fide altrui giovani sposeUna te noffre invlolabil ritoDel Pel Mondo y onde sei parte si cara.Tempo già fu ecc.

Pag. 4 * col. 2, v. 56 . Dopo il mondo sigiunga :

Ogni cosa è già pronta. Allun delatiCrepitar sodon le fiammanti brageOve si scalda industrioso e varioDi ferri arnese a moderar del fronteGlindocili capei. Stuolo dAmoriInvisibil sul foco agita i vanni,

E per entro vi soffia alto gonfiandoAmbe le gote. Altri di lor vappressaPauroso la destra, e prestamenteNe rapisce un de ferri 3 altri, rapilo ,

Tenta com arda io su lestrema cimaSospendendo! dell'ala, e cauto attendePur se la piuma si contragga o fumé 3Altri un altro ne scote, e de le ceneriFiligginose il ripulisce e terge.

Tali a le vampe dell etnda fucina ,Sorridente la madre, i vaghi AmoriEran ministri all ingegnoso fabbro 3E sotto ai colpi del martel frattantoLelmo sorgea del fondator latino.

Allaltro lato con la man rosataComo e di fiorì inghirlandato il crineI bissi scopre ove didalj arrediAlmo tesor la tavoletta espone.

Ivi e nappi eleganti e di canoriCigni morbide piume; ivi raccoltiDi lucide odorate onde vapori 3Ivi di polvi fuggitive al tattoColor diversi ad imitar d* ApolloL'aurato biondo o il biondo cenerinoChe de le sacre Muse in su le spalleCasca ondeggiando tenero e gentile.

Che se a nobile eroe le fresche labbraRepeutino spirar di rìgid auraOffese alquanto, vè stemprato il semel)e la fredda cucurbita; e se maiPallidetto ei si scorga , è pronto all uopoArcano a gli altri eroi vago cinabro.

quando a un semideo spuntar sul voltoPustula temeraria osa pur fosse,

Multiforme di nei copia vi manca ,

Ond ei lasconda in sul momento ed escaPiù periglioso a saettar coi guardi