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Anco a lo speglio passcran di leiChe comuni ecc.
Pag. 18 , col. 2 , v. 58 . Da questo verso fino alverso 12 della col. l pag. 19 così corressel'autore .•
Vi porterà : se quel cui 1* oro copreFulgido al sole e de’ vostr’alti aspettiPer cristallo settemplice concedeAl popolo bearsi; o quel che, tuttoCaliginoso e tristo e a la marmoreaTomba simil che de’ vostr’ avi chiudeI cadaveri eccelsi, ammette a penaCupido sguardo altrui. Cotanta moleDi cose a un tempo sol nell’ alto ingegnoTu verserai ; poi col supremo auriga
Arduo consiglio ne terrai , non senzaQualche lieve garrir con la tua dama.
Servi l’auriga ogni tua legge: e in tantoAltra cura subentri. Or mira i prodiCompagni tuoi che, ministrato a penaDolce conforto di vivande a i membri ,
Già scelto il campo e già distinti in bandaPreparami giuocando a fieri assalti.
Cosi a queste, o signore, illustre ingannoOre lente si faccia. E s’altri ancoraVuole Amor che s’inganni, altronde pugniLa turba convitata : e tu da un latoSol con la dama tua quel gioco eleggiChe due sol tanto a un tavoliere ammetta.Tale Amor ti consiglia ecc.
NEL VESPRO.
Pag. 20 , col. I , v. I.
Già de le fere e degli augelli il giornoE de’pesci notanti e de’ fior varj ,
Degli alberi e del vulgo al suo fin corre.
Di sotto al guardo dell’immenso FeboSfugge l’un mondo ; e a berne i vivi raggiCuba s’affretta e il Messico e l’allriceDi molte perle California estrema.
Già da* maggiori colli e dall’eccelseTorri il sol manda gli ultimi salutiAll’Italia fuggente; e par che bramiRivederti, o signore, anzi che 1* alpeO l’Appennino o il mar curvo ti celiAgli occhi suoi. Altro finor non videChe di falcato mietitore i fianchiSu le campagne tue piegati e lassi ,
E su le armate mura or fronti or spalloCarche di ferro , e su le aeree capreDegli edific) tuoi man scabre e arsicce,
E villan polverosi innanzi ai carriGravi del tuo ricolto e su i canaliE su i fertili laghi irsute braccia
NELLA
Pag. 24 j col. 2 , v. 19.
Pareti adorne e vesti varie e bianchiOmeri e braccia e pupillctte mobiliE tabacchiere preziose e fulgidiMonili e gemme e mille cose e mille.
Cosi l’eterno caos ecc.
Pag. 24 » col. 2, v. 3 o.
Tu seconda me dunque or eh* io m’innollroPer li varj spettacoli notturniE vo segnando a te l’ultime normeChe compian tua magnanima carriera.
Ma dove ecc.
Di remigante che le alterne merciAl tuo comodo guida ed al tuo lusso ;
Tutt’ ignobili oggetti. Or colui veggaChe , da tutti servito, a nullo serve.
Pronto è il cocchio ecc.
Pag. 23 j col. 2 , v. 40.
Già d’ untuosa polvere novellaDi propria man la tabacchiera empistiA la tua dama e di novelli odoriIl cristallo dorato ; ed al suo crineLa bionda che svanio polve tornastiCon piuma dilicata ; e adatto al giornoLe scegliesti il ventaglio: al pronto cocchioDi tua man la guidasti, e già con essaPrecipitosamente al corso arrivi.
Il memore cocchicr ecc.
Pag. 24 » col. I , v. II.
Tra il dubbio giorno a custodir la bellaChe solinga lasciasti. O sommi numi,Sospendete la notte ecc.
NOTTE.
Pag. 27 , col. 2, v. 5 o.
Vincasi e domi; e di sonanti spoglieD’abbattuto rivai si torni opimo.
Vedi giugner ecc.
Pag. 28, col. 2» v. 6.
E ride ancora : e de le dame in tantoSull’arco de’bei labbri aleggia c pendeInsolente sbadiglio. Avvi chi altrondeCon fortunato studio ecc.
FINE.