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Opere di Giuseppe Parini / [Giuseppe Parini]
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Anco a lo speglio passcran di leiChe comuni ecc.

Pag. 18 , col. 2 , v. 58 . Da questo verso fino alverso 12 della col. l pag. 19 così corressel'autore .

Vi porterà : se quel cui 1* oro copreFulgido al sole e de vostralti aspettiPer cristallo settemplice concedeAl popolo bearsi; o quel che, tuttoCaliginoso e tristo e a la marmoreaTomba simil che de vostr avi chiudeI cadaveri eccelsi, ammette a penaCupido sguardo altrui. Cotanta moleDi cose a un tempo sol nell alto ingegnoTu verserai ; poi col supremo auriga

Arduo consiglio ne terrai , non senzaQualche lieve garrir con la tua dama.

Servi lauriga ogni tua legge: e in tantoAltra cura subentri. Or mira i prodiCompagni tuoi che, ministrato a penaDolce conforto di vivande a i membri ,

Già scelto il campo e già distinti in bandaPreparami giuocando a fieri assalti.

Cosi a queste, o signore, illustre ingannoOre lente si faccia. E saltri ancoraVuole Amor che singanni, altronde pugniLa turba convitata : e tu da un latoSol con la dama tua quel gioco eleggiChe due sol tanto a un tavoliere ammetta.Tale Amor ti consiglia ecc.

NEL VESPRO.

Pag. 20 , col. I , v. I.

Già de le fere e degli augelli il giornoE depesci notanti e de fior varj ,

Degli alberi e del vulgo al suo fin corre.

Di sotto al guardo dellimmenso FeboSfugge lun mondo ; e a berne i vivi raggiCuba saffretta e il Messico e lallriceDi molte perle California estrema.

Già da* maggiori colli e dalleccelseTorri il sol manda gli ultimi salutiAllItalia fuggente; e par che bramiRivederti, o signore, anzi che 1* alpeO lAppennino o il mar curvo ti celiAgli occhi suoi. Altro finor non videChe di falcato mietitore i fianchiSu le campagne tue piegati e lassi ,

E su le armate mura or fronti or spalloCarche di ferro , e su le aeree capreDegli edific) tuoi man scabre e arsicce,

E villan polverosi innanzi ai carriGravi del tuo ricolto e su i canaliE su i fertili laghi irsute braccia

NELLA

Pag. 24 j col. 2 , v. 19.

Pareti adorne e vesti varie e bianchiOmeri e braccia e pupillctte mobiliE tabacchiere preziose e fulgidiMonili e gemme e mille cose e mille.

Cosi leterno caos ecc.

Pag. 24 » col. 2, v. 3 o.

Tu seconda me dunque or eh* io minnollroPer li varj spettacoli notturniE vo segnando a te lultime normeChe compian tua magnanima carriera.

Ma dove ecc.

Di remigante che le alterne merciAl tuo comodo guida ed al tuo lusso ;

Tutt ignobili oggetti. Or colui veggaChe , da tutti servito, a nullo serve.

Pronto è il cocchio ecc.

Pag. 23 j col. 2 , v. 40.

Già d untuosa polvere novellaDi propria man la tabacchiera empistiA la tua dama e di novelli odoriIl cristallo dorato ; ed al suo crineLa bionda che svanio polve tornastiCon piuma dilicata ; e adatto al giornoLe scegliesti il ventaglio: al pronto cocchioDi tua man la guidasti, e già con essaPrecipitosamente al corso arrivi.

Il memore cocchicr ecc.

Pag. 24 » col. I , v. II.

Tra il dubbio giorno a custodir la bellaChe solinga lasciasti. O sommi numi,Sospendete la notte ecc.

NOTTE.

Pag. 27 , col. 2, v. 5 o.

Vincasi e domi; e di sonanti spoglieDabbattuto rivai si torni opimo.

Vedi giugner ecc.

Pag. 28, col. 2» v. 6.

E ride ancora : e de le dame in tantoSullarco debei labbri aleggia c pendeInsolente sbadiglio. Avvi chi altrondeCon fortunato studio ecc.

FINE.