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dovuta fedeltà, tramandato a’ posteri. Tre eccellenti opereabbiamo di questo scrittore, nelle quali in sì buon lumemette il nuovo paradosso, che ha guadagnato molti al suosentimento, e da tutti si è fatto altamente stimare per l’in-gegno, per l’erudizione, e per la eloquenza, che vi spiccanomaravigliosamente. Nella sua Storia delt antica astronomia ,stampata nell’anno 1775;, ha fondato egli questo suo popolo,e di sì forti ripari l’ha premunito, di sì valide difese l’hafiancheggiato, che sembra sfidare voglia piuttosto che nonfuggire gli assalti nimici. Pure nelle Lettere su l’orìgine dellesciente, posteriormente nell’anno 1777 pubblicate, in più chia-ro lume pone la esistenza di quel popolo, e decanta il suoprimato, non solo neH’astronomi'a, ma generalmente in tuttele scienze. E siccome in queste due opere dava egli ad in-tendere, che il suo popolo negli antichi atlantidi si ritrovas-se, così recentemente nell’anno <1779 altre lettere ha datealla luce su ì’atlantida di Platone, e su l’antica storia dell’A-sia, sostenendo con nuovi soccorsi il combattuto suo popolo.Ma nondimeno io credo, che con tutti i suoi sforzi, con tuttol’impegno e lo zelo di padre non abbia potuto il Bailly as-sai fondatamente stabilire questo suo popolo ; poiché in leg-gendo le sue opere, piene per altro di sagacità, d’ingegno, divasta erudizione, d’amena eleganza, e di forte e robustaeloquenza, nè si vede mai ben fissato il quando, nè il doveesistesse quel popolo, nè del sapere del medesimo chiari siscoprono i monumenti, nè valide abbastanza sono le ragioniper provare la sua esistenza, nè la sua scienza. Or sembraessere antediluviano"', or si mostra incominciante molti secolidappoi, or si trova nell’Asia settentrionale alla latitudine digradi 49, or comparisce d’un tratto nel settentrione dell’Eu-ropa ad un’altezza molto maggiore. Per combinare la ero-