Band 
Tomo primo
Seite
34
JPEG-Download
 

34

dro e di Rossane, colpì talmente Panimo di Prossenide pre-sidente di que’ giuochi, che innalzarlo volle alle nozze disua figlia. Nella musica pure, dice Pabate Resnel ( a ), che igreci per occasione dei giuochi pitici a gara si contendevanoi premj proposti a’ suonatori di flauto, a quelli di cetra, ead altri, che accompagnandosi colla cetra cantavano versi.Terpandro, secondo il testimonio di Plutarco (ò), soleva intali certami cantare i suoi versi e quelli di Omero, rima-nendone per ben quattro volte vincitore . E in questa guisai pubblici giuochi, celebrati con tanta pompa da quella na-zione, ampio campo prestavano all’esercizio di tutte le arti,che alla coltura dello spirito potessero convenire: la Greciaancor rozza non dava altri spettacoli che di lotte e di cor-se, di cavalli e di carri -, la Grecia incivilita, di quelli nonappagandosi, altri ne aggiunse più degni della dilicatezza delsuo gusto , aprendo l’adito a’ chiari suoi cittadini, che nellacarriera delle lettere e delie belle arti si volessero segnalare.- Quando altro non avesse fatto la Grecia che dare a’ no-bili gepj un teatro, ove fare spicco della loro superiorità,grande incitamento avrebbe porto alla coltura de’ buoni stu-dj ; ma i savj greci presero ancora altre misure, onde rende-re que’ giuochi più utili aH’avanzamento delle belle arti, cheamavano di promovere . Nel principio, per iscuotere gli ani-mi ancor sopiti, proposero premj di trepiedi, di coppe d’oro,ed altrettali più valevoli a provocare, e soddisfar le bramede’ concorrenti ; ma incivilendosi ognora più i costumi dellanazione, la gloria di rimaner vincitori tenne luogo di pre-mio, e semplici corone di ulivo, di pino, d’alloro, e d’altrevili materie mossero più la nobile emulazione de’ greci che

(a) Acad. Jnscr. tom. xiil.

/-

(b) De Musica .