Storia•
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Aldo Manuzio, dal Cujazio, da Leone Allacci, da GilbertoCognato, e da altri sono state raccolte, ne fanno testimo-nianza; e le differenti opere rimasteci de’ greci danno a ve-dere , che in tutti i rami dell’eloquenza, non meno che dellapoesia, sono stati i maestri della posterità.
Ma intanto che oratori e poeti illustravano la Grecia un’altra fatta di scrittori, non meno piacevoli, e forse più neces-sar j, nuovo onore procacciava a quella buona madre di tuttala letteratura. La Grecia fiorì in istorici non meno che inoratori ed in poeti, Erodoto viene a ragione chiamato il pa-dre della storia; Tucidide, e Senofonte nuove vie si aprironoper correre dietro all’onore di essere storici scrittori; e tuttie tre in un genere diverso si sono acquistata una gloria ugua-le. Di Ctesia, di Filisto, e di Teopompo parlano con moltielogj gli antichi, che pure le loro storie leggevano in con-fronto di quelle di Erodoto, di Tucidide, e di Senofonte.Polibio, tuttoché privo fosse dell’eleganza e della colturadello stile de’ primi storici, seppe pur procacciare tanti nuovipregi alle sue storie , che i cinque suoi libri rimastici chiama-no forse più lo studio de’ dotti, che non i vezzi della lin-gua di que’ leggiadri più antichi scrittori. Diodoro Siculo,Dionigi Alicarnasseo, e Dione Cassio si possono considerarecome antiquarj, i quali a forza d’ostinato studio giunsero apoter mostrare qualche lume nelle folte tenebre degli oscurie rimoti tempi. Fu in grazia del genio e delle fatiche diPlutarco, che la storia si vide aprire innanzi un nuovo cam-po nella sua biografìa. Diogene Laerzio nelle vite de’ filosofi,e lo stesso Plutarco ne’ libri delle opinioni de’ filosofi fu-rono i modelli de’ posteri scrittori di storia filosofica. Lageografia, e la cronologia sogliono intitolarsi i due occhi del-la storia ; ed esse pure furono conosciute e coltivate da’ Gre-