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esaminare le varie e spesso opposte loro sentenze. Cicerone,il piu nobile filosofo de’ romani, e il primo che -riducesse lafilosofìa a parlare la loro lingua, si rivolgeva allo studio del-le filosofiche questioni de’ greci come ad un sollievo edajuto insieme delle oratorie sue fatiche. Lucrezio poeta filoso-fo altro non fece che cercare materia alla sua vena poeticanella filosofia d’Epicuro. Seneca e Plinio si posson dire gliunici, che fra’ romani scrittori debbano esser riposti ne’ fastidella filosofia. Era Seneca , è vero , seguace della stoica dot-trina ; ma la sublimità de’ sentimenti, la novità de’ pensieri,l’ordine delle materie sono pregi dell’ingegno del filosofo cor-dovese : le inutili sottigliezze, e le vane quistioni, che fra lagravità e sodezza de’ suoi trattati morali s’incontrano, dallagreca setta derivano ch’ei professava. Le sue questioni natu-rali sono l’unico monumento, che ci dia a sapere, che nonera la fisica un campo sconosciuto a’ romani. La storia na-turale di Plinio è un prezioso tesoro d’ogni sorta d’erudizio-ne $ ma la filosofia naturale particolarmente per essa si è ar-ricchita di non volgari notizie e d’interessanti curiosità. Lamedicina in Roma al principio non che sprezzata era perfinoabborrita; e quando poi per opera d’Àsclepiadè cominciò adessere senza avversion riguardata, tutti pur erano greci que’che la praticavano, ed a vile si avevano i romani l’esercita-re tal professione. Celso è l’unico scrittore latino, che cosemediche prendesse ad illustrare co’ suoi scritti: ma neppuredi lui sappiamo, che il mestiere di medico seguisse, volendomolti che Celso, uomo erudito e di universale cognizione,della medicina abbia scritto, come fece dell’agricoltura , dell’arte militare, e di quasi ogni altro genere di scienze ^ poichéegli con vasto ingegno e con incessante studio a tutte volleportare i vezzi dell’aurea sua latinità.