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Tomo primo
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non l’ha egli arricchita ? La Storia celeste d’Ibn Jonis, ossia laraccolta d’osservazioni fatte dagli arabi, ne contiene moltissimeinteressanti degne di rendersi piu comuni. Narra l’erudito Re-naudot (a), che avendo il Graves tradotte nell’arabica linguale osservazioni di Ticone, i più esperti astronomi di Costanti-nopoli le ritrovarono convenire appunto colle migliori osser-vazioni de’ loro astronomi ; ciò, che i costantinopolitani dice-vano a commendazione delle osservazioni di Ticone, ma noipiù giustamente dobbiamo riferire a somma lode delle arabi-che. Arsael compose le tavole toletane , ed inventò alcunimetodi superiori agli adoperati da Ipparco, e da Tolommeo.Alhazen colla sua dottrina de’ crepuscoli, e Geber colle utiliscoperte di trigonometria sferica quanto non vantaggiaronol’astronomia? Io non posso'seguire ad annoverare tutti i frut-ti prodotti dagli arabi a questa scienza: il dotto astronomoe leggiadro scrittore Bailly nella sua Storia dell’astronomia hafatto un circostanziato racconto de’ progressi di quella nazio-ne in questo favorito studio. Io osserverò solamente, che mol-ti nomi degli arabi sono rimasti aU’astronomia \ e le scienzegelose del loro decoro non adottano i nomi se non da chiacquistano vere ricchezze. Ed ecco con quanto zelo ed ardo-re s’impegnarono gli arabi nell’astronomia, e generalmente intutte le matematiche : scienze, che sono per noi divenute in-teressanti nella politica, e nell’economia, ma che nelle loromani non erano che piacevoli .

E se tanto coltivarono quegli studj per appagar meramen-te la loro curiosità, e per procacciarsi un verace diletto, co-me non-si saranno rivolti con tutto l’animo all’apprendimentodella medicina, le cui speculazioni non solo recavan piacere,

Medicina

(a) Epist. ad Dace riunì apud Fair. Bill. gr. tom. I.