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Tomo primo
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coli in quell’impero: ma che questo istrumento fosse un agocalamitato, e che però la direzione magnetica verso i polifosse giunta alla cognizione di quelle genti, ciò viene nonsenza fondamento chiamato in dubbio. Il Fabrizio nella Bi-bliografìa antiquaria (a) dice, che la bussola cinese non eramagnetica e nautica, ma soltanto magica : Pyxis quoque ,cujus a termille annis usum fuìsse aiunt apud sinenses , non ma-gnetica et nautica , sed sordlega est t ut Martinus Martinius inepistolis adnotavit . Temo non sia in qualche sbaglio cadutol’eruditissimo Fabrizio, non ben afferrando i sentimenti delMartini. Confonde egli a buon conto la bussola magneticacolla nautica, quasiché darsi non possa bussola nautica chenon sia calamitata ; e questo appunto è quel, che viene chia-mato in contesa presentemente. Gli eruditi autori della Sto-ria universale (b) tenendo dietro a una letrera del padre En-trecolles dicono, che imperfetta e malintesa è la bussola de’cinesi, e che per quanto la Cina sia abbondantementeprovveduta di caiamite, non è calamitato il lor ago, maanimato in vece da una singolare composizione fatta di ci-nabro, d’orpitnento, di sandaraca, e di limatura di aghi, iltutto a polvere fina ridotto, e fatto poi una spezie di pastacol sangue di creste di gallo. In questo empiastro tinto unmazzetto di venti o di trenta aghi, e questi poi riscaldati inun fornello , quindi applicati per alcuni giorni all’immediatacontatto della carne umana, si comunica ad ognuno la virtùdi mostrare la direzione de’ poli, e si fa in questa guisa labussola. Lascio a’ curiosi leggitori la cura d’esaminare le let-tere de’ missionàri gesuiti, e di confrontare la verità dellecitazioni del Fabrizio, e degli autori della Storia universale ;

(a) Cap. xxl.

(b) Tom. xx , pag. 141 .