Band 
Tomo primo
Seite
285
JPEG-Download
 

/

285

che francese non fosse Pietro Seguin vescovo auriense verso lametà di quel secolo, benché i portoghesi con molti testimo-ni lo vogliono lor patriota. Ma o portoghese fosse, o fran-cese , egli certo scrisse in lingua spagnuola. Al medesimotempo dèe riferirsi la cronica d’un anonimo delle cose di Spa-gna , della quale Andrea Resende autore gravissimo ne fa te-stimonianza . Ed ecco quante storie spagnuole si contavanofin verso la metà del secolo duodecimo, quando appena scri-vevasi la lingua volgare nelle altre nazioni. Il vero mezzodi polire una lingua è l’obbligarla a trattare molte materie,e rivolgerla ad ogni argomento ; e così infatti Alfonso Vilire di Castiglia, ch’entrò a regnare nel lviiI anno di quel se-colo, volle che da’ filosofici trattati prendesse decoro la linguanazionale, e per ordin suo fu scritto un libro intitolato Flo-res de philosophia (a).

Temo d’avere recata noja a’ leggitori col troppo favel-lare della poesia e della lingua spagnuola, che poco forseinteressa la loro curiosità 5 ma io ho creduto non poter di-spensarmi dal dare qualche notizia della letteratura di quel-la nazione, di cui se ne ha così poca, per far vederel’origine della moderna coltura delle belle lettere nell’Euro-pa. Infatti io prego a riflettere, dove si troveranno nell’altre nazioni verso la metà del secolo duodecimo tanti poe-mi, tante storie, tanti scritti in lingua volgare, quanti nepuò vantare la Spagna? E donde mai si può ripetere que-sta singolarità di quella nazione, se non dall’esempio, edal commercio degli arabi, ch’erano gli unici al mondo,che potessero in quell’età eccitare la letteraria emulazione ?E perchè non si potrà prendere la vera epoca del risorgimen-