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Tomo primo
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colo decimosettimo il rammentare soltanto, che ad esso deb-bono la sua origine le più grandi invenzioni e le più nobiliistituzioni letterarie ; e veniamo ormai a dare uno sguardoalla letteratura del nostro.

CAPITOLO X V<

DELLA LETTERATURA DEL SECOLO DECIMOTTAVO

I 1 on poteva essere più nobile e più luminosa per le lette-

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re l’apertura d’un secolo di quello che comparve nel suo na-*°scere il secolo decimottavo. L’Inghilterra si vedeva illustratadal gran luminare del Newton, e vi risplendevano intornoun Flamsteed, un Alley, ed altre stelle di prima grandezza.

II Cassini in Francia era l’anima dell’Accademia delle scien-ze, e ajutato dal Maraldi, dal la Hire, e da altri compagnidava moto e calore a tutte le imprese, che a favore dellescienze si fomentavano 5 e intanto l’Hòpital, e Varignon fa-'cevano parte alla loro nazione delle ricchezze del nuovocalcolo nato in altre contrade $ e il Tournefort le apriva itesori della natura col farle conoscere nuove piante e nuovemaraviglie delle produzioni naturali. La Germania giva lietae gloriosa coronandosi degli allori, che il Leibnitz, i Ber-noulli, lo Sthall, l’Hoffman, e più altri coglievano da tuttal’Europa. Norris, Bianchini, Guglielmini, Vallisnieri, Man-fredi, Gravina, ed altri in Italia nuovi lumi recavano a’ sa-cri studj, all’antichità, alle matematiche, alla chimica, allastoria naturale, ed a tutte le scienze divine ed umane. Hor-rebow nella Danimarca seguitava a coltivare l’astronomia,che tanti frutti aveva prodotti in quel regno colle fatiche diTicone e del Roemero. Il Ruysch da un angolo dell’Olan-