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Tomo primo
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tono sopra il vero merito della letteratura del secol nostro. I letterario dellibertini vedendo assalita da molti scrittori la religione, ch’es- mo ttavo .si bramerebbono atterrata, si vogliono lusingare, che ciò siaeffetto di schiarimento della mente anziché di corruzione delcuore, e credono di avere vìnta la „ loro causa col deriderela cecità de 1 passati tempi, e col levare alle stelle i maggio-ri lumi del presente: gli spiriti religiosi all’incontro temonodi fare un aggravio alla religione se danno il menomo se-gno di avere in qualche prezzo il sapere d’un secolo, che haprodotti tanti autori che la combattono. Io venero profon-damente la religione, e questa venerazione genera nei mioanimo un certo orrore a” dannevoli scritti che la contrastano,che non posso guardare senza sdegno i miserabili saccentelli,che privi essendo d’ingegno e di erudizione si spacciano perfilosofi, e si credono dotti abbastanza col deridere ciò chedovrebbono rispettare; e mi muovono a compassione i dottiscrittori, che potendo impiegarsi utilmente nello schiarimentodelle scienze , malamente hanno voluto abusare del loro tem-po e della loro dottrina ad un fine tanto nocivo. Ma con-siderando come due cose affatto diverse la religione e le let-tere, vedo bene, che può un filosofo essere abbandonato daDio secondo i desiderj del suo cuore, ed avere nondimenosottile ingegno e fino discernimento , e pensare con giustezzae con verità nelle materie letterarie. Se acquistar non si pos-sono tali doti senza discapito della religione, io preferirò sen-za la menoma esitazione una pia ignoranza al più squisitosapere : ma se l’ingegno e l’erudizione possono andare dis-giunte dal libertinaggio e dalla irreligione, ed accoppiarsicolla pietà, come infitti vediamo accadere sovente , non in-tendo il perchè non si possa , anzi non si debba desiderare ilfino gusto di Voltaire, l’eloquenza di Rousseau, e l’erudizione