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non si è egli presentato con nobile decoro? Scritti greci elatini, e traduzioni latine dal greco, scritti d’oratoria, scrittidi filosofia, e soprattutto scritti di teologia sono usciti spon-taneamente come da copiosa fonte dalia feconda sua penna,e danno a vedere la vastità delle sue cognizioni, e la gra-vità della sua eloquenza, e mostrano nel Bessarione un veroteologo. Ardente professore della dottrina romana dovè scri-vere più opere contro Marco efesio, e contro altri greci, chenon la volevano abbracciare; dovè diriggere lettere, recitareorazioni, e scrivere libri; dovè trattare non solo su la pro-cessione dello Spirito santo, ma altresì su l’azimo, su le pa-role della consecrazione, sul primato del papa, e su ciò chepoteva servire a maggiore confermazione della cattolica ve-rità, ed illustrò molte materie teologiche, e si rendè in mol-te guise benemerito delia chiesa, e fece onore alla porporacardinalizia, di cui vedevasi ornato. V’erano poi, oltre ilBessarione, un Gregorio Mamas, ch’ebbe gran parte nell’u-nione delle due chiese, ed un Barione, riportato dall’Alla-zio (ai); v’erano Gemisto Pletone, Giorgio di Trebizonda,ed alcuni altri, che senz’essere teologi di professione scrisse-ro di teologia. I greci avevano in questa parte un merito,che non molto curarono d’acquistarsi i latini, d’unire cioèla coltura delle belle lettere allo studio della teologia, ondepiù facilmente ricercavano la lettura de’ lor santi padri, ede’ buoni libri, formavano un raziocinio più giusto, e mi-glior gusto nella ricerca della verità, e comunicavano a’ lo-ro scritti maggior eleganza. Ma poco campo rimase a’ grecida coltivare la teologia. Occupata da’ turchi Costantinopolipoc’anni dopo il concilio fiorentino, e distrutto l’impero gre-
(a) De fide orthod•