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Tomo sesto & settimo.
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di critica che il celebre Ruggiero Bacone. Due trattati man- „ Ru ss ieroda egli al papa Clemente, per eccitarlo a ciò che dopo al-cuni secoli fecero i suoi successori, cioè a dare un’edizionecorretta della scrittura, e rileva pertanto l’arditezza e l’im-perizia de’ molti, che si mettevano a correttori, le alterazio-ni introdotte in quasi tutte l’edizioni, e le poche che ne re-stavano immuni ; paria dell’antiche edizioni, e delle tradu-zioni greche e latine; e fa insomma vedere in tutto una noncomune erudizione e savia critica (a). Niccolò Lirano, ePaolo Burghense diedero alcune regole per l’intelligenza del-le scritture, che mostrano la loro critica. Fu un portento dierudizione e di critica, particolarmente atteso lo stato dellelettere al principio del secolo decimoquinto, il famosissimoAlfonso Tostato. Meno vastità di sacra erudizione, meno prò- AifonsoTo.'

/ r stato.

fondità di dottrina teologica, ma più finezza di gusto e dicritica mostrò Lorenzo Valla nelle critiche osservazioni su la Va na? nze>versione latina adoperata nella chiesa. Il celebre GiovanniPico, e suo nipote Gianfrancesco, e più di tutti il Reuclinrichiamarono con molt’ardore i dottori biblici allo studio del-la lingua e della letteratura ebraica per introdurli più intima-mente nel vero senso dell’espressioni e dello stile delie scrit-ture. Raccolta, ed esame di codici e d’edizioni diverse deliabibbia in differenti idiomi, cognizione d’antiche lingue, di-zionario de’ nomi ebraici della scrittura, osservazioni infinitesu’ varj passi, e su’ luoghi corrotti da’ copisti c dagli edito-ri meritano al Nebrissense un onorato posto fra’ sapri critici,Nebrissense.come glielo ottennero dal cardinale Simenez fra gli editori simene*,dell’immortale sua poliglotta.

(a) Scr. ad Clem. P. juxta cod. ms. Bodlej. penes Hodium lib. ni, c. xl.