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Tomo sesto & settimo.
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della vulgata, non lasciarono uscire un testo greco, che adetn-d’A^do^M 6 P* sse Ararne de’ sacri critici. Volle pertanto il celebre Al-do Manuzio pubblicarne un’altra edizione in Venezia, com-posta su altri esemplari, ed esaminata con altr’attenzione, etale la pubblicò dopo la morte d’Aldo il suo genero Asola-no nel i > 18. Queste due edizioni del testo greco sono statepiù e più volte ristampate da’ bibliofili, prendendosi per leristampe or l’una, or l’altra secondo i sentimenti diversi de-gli editori, finché uscì l’edizione della vaticana, di cui po-Ediiioni scia parleremo. Ai tempo stesso il Bomberg coll’opera di Fe-

del testo e-

braìco. ]j ce Pratense diede in Venezia nel iji 8 una critica edizionedel testo ebraico, arricchita colle parafrasi caldaiche d’On-kelos, di Gionatan, di Giuseppe Ceco, e d’altri, colla mas-sora, co’ conienti de’ rabbini, con molte varianti, e con al-tri ajuti. Di quest’edizione si fecero varie ristampe, ed unasingolarmente con molt’aggiunte, che formano realmente unanuova edizione di R. Haim, pure in Venezia nel 1526dallo stesso Bomberg, ed altra del medesimo Haim del 1549.E da queste poi sono comunemente derivate l’altre edizioni.Edizioni del Più che pel greco e per l’ebraico si lavorò pel testo la-tino, siccome d’uso più universale, per averlo esatto e fede-le, e dietro all’esempio del Simenez e de’ critici compluten-si, s’applicarono molti a renderlo più corretto. E in Germa-nia ed in Francia, particolarmente in Lion e in Parigi, si vi-dero uscire moire edizioni più o meno accurate, e i criticied i teologi vi applicarono mutuamente i loro studj. Ma nes-sun critico, e nessun teologo ha forse lavorato tanto per laperfezione d’un’edizione della vulgata, quanto il celebre stam-Robsrto ste-patore Roberto Stefano. Consultate quante bibbie stampatee manoscritte potè rinvenire, particolarmente le più ragguar-devoli per l’antichità-e correttezza, non ommise fatica alcuna