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vista di questa bibbia, e quantunque una n’aveva pubblica-ta nel 1705, ne lavorò un’altra con molto impegno, , chediede alla luce nel 1720, e che gli acquistò un applauso su-periore a tutti gli altri. La ricchezza d’osservazioni, che illungo studio, e la vasta lettura gli avevano presentate, l’ob-bligò a fare un tomo a parte di quelle sue annotazioni, chenon poterono comprendersi ne’ tomi della bibbia, e tuttoservì a recare maggiori lumi alla critica scritturale. Opera diHoubigant. maggior lena produsse alla metà di questo secolo THoubi-gant prete deU’Orarorio, come il Morin, il Simon, e il leLong. Riprodusse egli in quattro volumi il testo dell’edizio-ne del van der Hooght; ma l’arricchì con un’infinita copia dicritiche annotazioni, nelle quali col testo del Pentateuco sa-maritano , cogli ebraici manoscritti, e coll’antiche versioniprocurò d’emendarlo, e ridurlo alla vera'lezione ; vi aggiun-se una traduzione latina da lui fatta conforme alle sue emen-dazioni del testo , e a tutto diede maggior lume cogli erudì-' ti e sottili suoi prolegomeni, e in tutto, dove non si lasciatrasportar troppo dalla sua preoccupazione contro la verità Ndel testo ebraico , si fa rispettare per un eccellente critico.
E chi potrà lodare abbastanza il merito in questa parte delKennicott. tanto a’ nostri dì celebrato Kennicott? Avvezzo a leggere, ea meditare le scritture, ed a maneggiare codici scritturalin’esaminò molti già riveduti da altri, e seppe nondimeno rin-venirvi moltissime varianti da quelli non osservate; ne potèaltresì esaminare settanta antichi non consultati da alcuno,e di là seppe ricavare tanta varietà di lezioni, che credè dipotere con esse rettificare molti passi del testo ebraico, cherestavano oscuri e di difficile intelligenza . E fornito di tantilumi ardì con positive prove, non però da tutti abbracciate,di risolvere la contrastata questione su la purità o corruzio-