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Tomo sesto & settimo.
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cott dell’ebraico. Se tatit impegno si prende pel testò grecodel vecchio testamento, che non è che una traduzione, quan-to non si layorerà per quello del nuovo, ch’e ii testo origi-iiiustratori naie ? Infatti, tuttoché il Mill avesse fatte sì diligenti ricer-

del testo gre- °

co dei nuovo avesse trovate tante varianti, che sembrava non aver

Vetstenio. la SC i a t 0 più ad altri che fare in quel genere, il Vetstenio su-però forse le fatiche ed il merito del Mill > non tanto per le

nuove varianti, che seppe aggiungervi, quanto per le illu-strazioni, che recò a molte frasi ed a passi oscuri del nuovoGriesbach. testamento (a). Ma anche posteriormente il Griesbach fecenel 1777 una nuova edizione del nuovo testamento con moltenuove varianti dal confronto di nuovi codici ricavate {b)ty eAiter. l’Alter nel 1787 ne diede un’altra secondo un codice della bi-blioteca imperiale di Vienna, aggiungendo in fine una selvadi varianti ricavate da’ codici greci, latini, e slavici della

Birck. medesima biblioteca (c); e poi eziandio il Birck è entrato di

nuovo in quel campo, ha esaminati per sè stesso, e per mez-zo del Moldenaver, del Tichsen, delFAdler, e d’altri erudi-ti amici moltissimi codici, nè dal Mill, nè da altri primaconfrontati, e molte versioni siriache fedeli al testo greco, esì da queste versioni, che da’ codici ha saputo ritrarre mol-te varianti, e fare una nuova e magnifica edizione de’ quat-tro vangelj, assai più corretta, ed arricchita di varietà di le-zioni, e di nuovi lumi, come ne prepara altra simile deglialtri libri del nuovo testamento. A vista di tanti lavori de-gli eruditi moderni non potrà egli dirsi con ragione, che lostudio biblico sia diventato in qualche maniera studio di mo-da presso i critici di questo secolo? E infatti noi lo vediamopresentemente, particolarmente nell’Inghilterra, condotto ad

(a) N- T. cr. etc. Amstelodami 17si- (b)_Nov. Test. etc. Halae 1777 •

(c) N. 1. ai coi. Vindob. etc. Viennae 1787 •