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sandria dagli ebrei intendenti delle lingue greca ed ebraicaa richiesta di Tolommeo, per dovere in tant’ampiezza di ma-terie riferirla qui lungamente. Noi abbiamo di sopra accen-nate le controversie diverse de’ critici su la storia, e su lecircostanze di tale versione j ma che una* greca versione siasifatta in Egitto a’ tempi de’ Tolommei, ch’è conosciuta sot-to il nome de’ Settanta, non viene da alcuno conteso. Ciòche non è abbastanza sicuro, è a quanto s’estendesse la tra-duzione de’ Settanta. Per molti secoli s’è creduto generai-mente da tutti, fuorché da san Girolamo, che tutta la bib-bia fosse compresa in quella versione, abbracciandosi spessodagli antichi sotto il nome di legge tutt’i libri della scrittu-ra j ma molti poi riflettendo, che i primi scrittori, sì Filonee Giuseppe ebreo, che lo stesso Aristea, non parlano d’al-tra traduzione che di quella delia legge, la quale realmen-te contenevasi nel Pentateuco, ed osservando non poca di-versità nello stile della versione del Pentateuco, e di quel-la degli altri libri, vogliono, che il Pentateuco soltanto siastato tradotto da’ Settanta, non gli altri libri, e che anzifra questi stessi vi sia tale differenza di stile nella versione,che mostrino d’essere stati tradotti non solo da differenti au-tori, ma anche in tempi diversi. Crede l’Usserio, che nienteabbiamo più de’ Settantaj poiché pretende, che due diversesiano state le versioni con quel titolo, una fatta realmenteda’ Settanta sotto Tolommeo Filadelfo, e l’altra, posterioresotto Tolommeo Fliscone, la quale egli pensa che sia quel-la, che abbiamo presentemente (a); ma tale opinione dell’Usserio è stata manifestamente confutata dal Valesio in unalettera scrittagli su questa materia, nè ha più trovato alcu-
(a) De Septuag. interpr.