Band 
Tomo sesto & settimo.
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tracciarlo, sebbene tutti convengono essere di remotissima an-tichità. Nè più sappiamo da quale testo sia presa tale ver-sione 5 solo in molti passi, osserva il Mareschall, che più siaccosta al testo greco del famoso codice di Bezza, o all’an-tico testo latino, che a quello della vulgata (a)*, e il Millasserisce senz’esitanza, che dall’antica italica sia ritratta (è).

Queste versioni sono tutte in lingue già morte ; ma dopoil secolo decimo se n’incominciarono a vedere dell’aitre nelle derne 'lingue vive, che hanno il loro corso anche presentemente. Lapiù antica, ch’esista a mia notizia, è la spagnuola degli ebrei, Spagnuoladetta comunemente Bibbia di Ferrara. Quest’è la traduzione,che usavano gli ebrei dimoranti nella Spagna, i quali divisipoi in varie nazioni, vedendola sposta ad alterazioni, mentresolo conservavasi nella memoria e in alcuni scritti esempla-ri de’ loro rabbini, pensarono di darla alla stampa ; e primagli ebrei portatisi nel levante pubblicarono in Costantinopolinel IJ47 il pentateuco della versione spagnuola unitamenteall’ebraico originale, e ad una versione greco-barbara, tuttoperò in caratteri ebraici j e poi gli ebrei d’Italia nel 1553stamparono ne’ nostri caratteri tutta la bibbia di detta ver-sione. Alcuni vogliono fare autore di questa il rabbi DavideKimchi ma benché ciò possa credersi probabilmente, at-tesi gli studj del Kimchi, non vedo che sia appoggiato adalcun positivo documento. Il Sarmiento, esaminando atten-tamente il linguaggio di detta bibbia, dalla mancanza de’superlativi, dall’uso frequente de’ participj, dalla terminazio-ne degli avverbj, da alcune espressioni e maniere di dire, edalla forma, e da tutto il giro della lingua crede, che taleversione sia stata composta verso il secolo duodecimo, e con-

fa) Ubi supra . (b) Proleg.

(c) Voet. Bibl. stud. theol. Hotting. De translat. bibl. in ling . vulg.