Band 
Tomo sesto & settimo.
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rezza il lettore su le difficoltà, che gli si possono ragionevol-mente presentare: egli ha trovata la conveniente applicazio-ne a’ fatti storici avuti probabilmente in vista da’ sagri scrit-tori, o alla mistica indicazione della venuta e delle geste delMessia, secondo che sembra più ovvio e più naturale; egliha data una soda e semplice spiegazione deli’epistole di sanPaolo, e in brevi e netti comenti ha compreso tutto lo spi-rito de’ lunghi libri del Crisostomo; egli insomma è unodegl’interpreti, che meglio hanno sviluppati i passi intricatied oscuri, e meno difficoltà hanno lasciate nella sposizionede’ sagri libri, e che più rendono pago e contento l’animodegl’intendenti lettori. Alcuni, come dice Fozio , parlanocon purità ed eleganza, altri ricercano con diligenza i sen-timenti del sacro scrittore: solo Teodoreto scrive con chia-rezza , e niente dimentica di ciò che abbisogna di schiari-mento; e senz’esser troppo diffuso, nè sviarsi in digressioninon necessarie, maravigliosamente rischiara il testo dellescritture (a). Non iscrisse libri di cómentarj sant’Isidoro Pe-

Peiu'siata 0 . ro lusiota ; ma le sue epistole spiegano tanti passi della scrit-tura, e con tanta giustezza, chiarezza e verità, che servonopiù alFinteliigenza de’ sagri libri, che la maggior parte de’lunghi volumi d’altri comentatori. Dopo quel tempo l’esege-tica sagra, come l’altra scienze, cominciò a decadere, nè piùfiorirono comentatori, che pensassero da sè, e avessero qual-che merito d’originalità: tutti si contentarono d’essere pedis-sequi degli altri ora nominati, imitatori, o copisti de’ lorocomenti. Tali furono| : Oiimpiodoro, Anastasio antiocheno,Procopio gazeo, Ecumenio, e poc’altri greci, che in que’ se-coli s’applicarono alla meditazione delle scritture, il cui mag-

(a) Cod. ceni.

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