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quella famosa biblia. I moderni traduttori d’Italia e di Spa-gna , il Martini e lo Scio, hanno accompagnate le loro tra-duzioni con leggiere e piane annotazioni, che se non basta-no a sviluppare i nodi intricati, e sciogliere le gravi difficol-tà, servono a rischiarare il corso dell’orazione, ed agevolar-ne a’ devoti lettori l’intelligenza, senz’inoitrarci a ricercheprofonde da poter dare nuovi lumi anche a’ dotti scritturali.
Benhicr. Il Berthier ha saputo unire l’uno e l’altro, e negli argomen-ti e nelle annotazioni v’ha messa la fina critica e la sceltaerudizione da soddisfare la curiosità degli studiosi, ed ha ver-sato nelle riflessioni l’unzione e pietà da istruire ed edificarei divoti. Ma nessuno de’ traduttori volgari ha messo sì at-tento studio, e sì diligente fatica tanto nell’esegetica, quantonell’ermeneutica, come il soprallodaro inglese Alessandro Ged-des. Aveva egli intrapresa soltanto una traduzione da poterpiacere a’ suoi cattolici 5 ma vedendo, che i saggi datine era-no ricevuti con universale aggradimento degli eruditi di tut-te le sette, diede alla sua impresa maggior estensione, e sen’occupa con molto impegno anche presentemente (a). Adogni pagina sotto il testo della traduzione aggiunge le va-rianti j e di note, che servano ad appianarne l’intelligen-za, più o meno lunghe secondo il bisogno di spiegazione adogni pagina, e di crìtiche osservazioni più dotte e più di-stese ad ogni tomo, e di generali e particolari prefazioni,e d’erudite questioni, e d’altri ornamenti esegetici ha vo-luto arricchire la celebrata sua traduzione, della quale sisono già pubblicati varj volumi (b). Un’altra sorta di co-Lezioni**- mentarj abbiamo nelle lezioni sacre degli italiani, che pos-
ere. ____ ' _
(a) De Vulg. sacr. Scr. vers. vitìis etc. Lìbellus ex .anglico vers. eie■ Bambergae 17S7,pag. 180. (b) A nevi trandation of thè holy Bitte from corrected texts of thè originals,
ipithvarious readings , explanatory notes and criticai observations , London MDCCXC*