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zione della scrittura. Due Chemnizi pure luterani, Martino Due Chem*
mzj.
del secolo decimosesto, e Cristiano del seguente, sono statidue cementatori; ma la fama molto superiore di Martinonon ha lasciato spargersi con molto splendore la memoria diCristiano. Oltre le annotazioni a’ molti libri del vecchio te-stamento fece Martino un’armonia de’ vangeli per via diffe-rente da quella d’Osiandro, e com’egli prevenuto dalla mor-te la lasciò cominciata senza poterla Hnire, venne poi segui-tata dal Lisero, e terminata dal Gerardo, l’uno e l’altro pa-rimente rinomati cementatori. Sono molto stimati da’ lutera-ni il Tarnovio, il Gejero, e lo Schmid. L’opere biblichedeli’Hacspan e del Glassio più riguardano le diverse lezioni,la retorica, la grammatica, e la critica che la vera esegeti-ca. Giudizio ed erudizione ha mostrato il Calovio nel co- Cilov * 0,mentare il nuovo testamento col diffidarsi delle proprie im-maginazioni, e riportare i sentimenti de’ più stimati cemen-tatori; egli forma, per così dire, una catena delle loro spo-sizioni, delle quali però rende il suo giudizio, e ne rilevaspesso i difetti, particolarmente esaminando i comentarj delGrozìo, e confutandone le novità. Il Carpzovio, più che carpzovioproprie interpretazioni , ha date regole d’ir.terpretare, edha lasciate dissertazioni critiche, non veri cementi. Più hagiovato all’intelligenza dei libri sacri lo Starchio colle scelte starchio.note, che ha fatte su’ luoghi più oscuri e difficili. Non hacomposto il Buddeo che alcune dissertazioni bìbliche, e po- Buddeo.che osservazioni su varj passi di san Paolo; ma le sue sto-rie ecclesiastiche del vecchio e del nuovo testamento servo-no più che i comenti di molt’altrì. Egli in oltre è staro be-nemerito dell’esegetica col proporre agli studiosi delle sacrelettere l’idea d’un vero interprete della scrittura (a). Molto
(a y Diss. de idoneo sa*r. liti, interprete .