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inserita fra le decretali di lui, aggiunta soltanto in fondodopo tutte le 102, che di diversi papi si riferiscono (a). Dov'eda osservare, che in sì copiosa e ricca raccolta molte decre-tali si trovano non addotte da Dionisio, ma tutte sincere egenuine, tutte d’incontrastabile autenticità. A questo codicespagnuolo appartiene il libro de’ capitoli da concilj greci rac-colti di san Martino bracarense, che fra’ concili bracarensi San Martino
. \ T < bracarense.
quivi presentasi. Vedendo questo santo, che nella versionelatina adoperata dalla chiesa spagnuola alcuni canoni eranostati malamente tradotti, e altri per ignoranza, o per tra-scuratezza de’ copisti erano tronchi, e mal concj, e che pe-rò rimanevano oscuri, volle porre qualche riparo a’ difetti sìdel traduttore che de’ copisti, e per maggiore agevolezza de-gli studiosi li ridusse a otrantaquattro capiroli, e li divise indue classi, mettendo nella prima ciò che i vescovi ed il cle-ro riguarda, e ciò che i laici nell’altra. Non fu questa unasemplice traduzione, de’ canoni greci, ma un corpo canoni-co ad ottantaquattro capitoli ridotto : su ciascun capitolounì l’autore, e rifuse in uno i canoni di molti concilj, nonsolo de’ greci, ma alle volte eziandio degli spagnuoli, e dialtri, e gli accomodò all’uso della sua chiesa. Alcuni pensa-no , che san Martino facesse in un concilio di Lugo questacompilazione, e ch’egli stesso la presentasse a quel congres-so, a cui ed al vescovo Nitigesio l’indirizza nella prefazio-ne. Ma il Florez fa vedere con molte ragioni, che la com-pose soltanto privatamente ad uso della sua chiesa, e dellealtre sue suffraganee, e che poi la mandò a Nitigesio vesco-vo, o a tutto il concìlio della chiesa di Lugo, acciocché po-tesse anche servire in quelle diocesi e divenne così co-
(a) Carta a D. Ped.ro de Castro .
(b) Espana sagrala toin. IV.