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corpo canonico, creò nel 1588 una congregazione di cardi-nali, vescovi, ed altri soggetti ragguardevoli per formare diquelle decretali una nuova e giudiziosa raccolta. Ma nè Si-sto, nè alcuno de’ tre suoi successori vennero all’esecuzione,viu. emente finché creato papa Clemente Vili pensò tosto a tale colle-zione, e coll’intervento de’ tre cardinali Pinelli, Mattei, e Co-lonna la compilò, comprendendovi i decreti de’ concilj fio-rentino, lateranense, e tridentino, e le costituzioni de’ papidi que’ tempi, e la fece imprimere in Roma nel 1592, ri-servandosi a pubblicarla a tempo opportuno. Ma per le ver-tenze allora correnti colia Francia sul concilio di Trento nonsi pubblicò sotto quel pontefice, e restò poi obbliata, e ra-rissimi affatto sono gli esemplari, che sieno venuti alla pub-blica luce. Onde neppur questa ha servito ad accrescere ilcorpo del diritto canonico moderno, e questo rimane tuttoranelle sopra indicate collezioni compreso. Potranno a questoRegole dei-riferirsi le Resole della cancelleria , che molto hanno occupatorìa * l’attenzione de’ papi. V’era da gran tempo, dice LudovicoGomez, il più dotto cementatore di tali regole (a) vice-can-celliere, scrittori, e correttori delle lettere, ma non v’eranoregole della cancelleria, e il primo a dare queste regole fuil papa Giovanni XXII le aumentarono in varie guise i suoisuccessori, finché verso la metà del secolo decimoquarto Ni-colò V, scegliendo le migliori de’ suoi predecessori, ed ag-giungendone altre sue, le fissò a un dipresso come nel se-guito hanno durato, benché Innocenzo III, Giulio II, Pao-lo III, e alcuni altri n’abbiano aggiunte alcune altre, e le ab-biamo poi di nuovo stampate sotto Alessandro VII, e poi re-plicate volte sotto Clemente XI, e sott’altri papi, e sotto il
(a) Praef.