Band 
Tomo sesto & settimo.
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sioni;.e generalmente l’opera di Graziano è ben lontana diaver ottenuto ciò ch’egli desiderava, e d’essere sì perfetta,come lo sarà stata la sua intenzione. Ma non pertanto nonle mancavano molti bei pregi, che coprissero questi difetti,singolarmente a que’ tempi, in cui poco potevano conoscer-si, e la moltiplicità e la distribuzione delle materie, la co-pia de’ canoni, il metodo didascalico, ed altre doti, come disopra abbiamo detto, di quell’opera le danno un merito su-periore a quello di tutte l’altre, che fin allora si conosceva-no ; nè dèe fare maraviglia, che al vedere a que’ tempi un’opera, in cui tutto si discuteva il diritto canonico, in cuisu le più importanti materie s’agitavano questioni, e si risol-vevano comunemente con giustezza e sodezza di giudizio, ein cui si mettevano in vista i canoni, che sembravano fraloro discordi, e si conciliavano spontaneamente, si presenta-vano i nodi più intricati del diritto canonico, e si scioglie-vano con qualche felicità, e tutto si decideva con un’infinitacopia di canoni e di decretali, non dèe, dico, far maravi-glia , che ne restasse rapita subito l’attenzione de’ canonisti,e ch’abbracciassero tutti quell’opera com’il libro classico del-le scuole, e come l’unico testo di tutt’il diritto canonico.Dopo il decreto di Graziano vennero, come abbiamo detto,le decretali de’ papi, e il decreto e le decretali furono il so-lo codice de’ canonisti, gli unici libri, ch’essi studiassero,che cementassero, che spiegassero nelle scuole, che seguisse-ro ne’ tribunali; e le glosse, e i comenti del decreto e del-le decretali formano la biblioteca de’ canonisti di que’ seco-li: e in questo senso potremo dire, che allora incominciò unnuovo diritto canonico. Non entrerò a disputare se realmen-te siasi introdotto nella chiesa un nuovo diritto canonico.,nè a quale tempo, nè a quali punti debbasi riferire tale in-

Studio de*canonisti dìque* secoli»

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